giovedì 27 agosto 2015

Donatello pioniere dell’Espressionismo

Qualche giorno fa ero in libreria – non è una novità per chi mi conosce- e stavo sfogliando un libro sull'Espressionismo nell'arte della pittura e della scultura. Vedendo quelle immagini dai caratterizzate da accostamenti cromatici “violenti” all'impatto visivo e quelle forme che a tratti possono sembrare grezze e primitive è scattato il mio processo solito di associazioni mentali e ricordi. In realtà, cercando nei cassetti della memoria, mi son ricordata che l’Espressionismo è quel movimento artistico ricco di contenuti sociali e drammatici, nato verso il 1905 con il gruppo dei Fauves (le Belve), in Francia con il gruppo Die Brücke in Germania. Però, le opere dell’Espressionismo del Novecento, in particolare alcune sculture, mi hanno fatto venire in mente una delle opere scultoree più interessanti presenti nella storia dell’arte, perché nonostante sia stata realizzata tra il 1453 e il 1455, la Maria Maddalena penitente di Donatello, dal mio punto di vista, è un’anticipazione dell’Espressionismo del Novecento.
La Maria Maddalena di Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi) importante scultore, disegnatore e orafo italiano in epoca rinascimentale, è un opera di una profonda introspezione psicologica, perché il volto e il corpo riescono a comunicare all'osservatore lo stato di penitenza della donna e anche la sua riflessione sull'aldilà e sull'incombenza della morte. Quando Donatello presentò la sua scultura per il Battistero fiorentino, essa creò ammirazione e allo stesso tempo anche scandalo, per l’estremo realismo con il quale l’artista aveva caratterizzato la figura. Quella donna, dall'aspetto ascetico e consunto, spaventava e allo stesso tempo faceva riflettere i fiorentini sulla precarietà della vita e sulla vecchiaia.
I dati storici che confermano la genesi di questa scultura non sono molti, certo è il fatto che Donatello la realizzò una volta tornato a Firenze, dopo il suo lungo soggiorno a Padova, e che con molta probabilità la sua età avanzata e la malattia influirono parecchio sulla realizzazione della statua. Anche la collocazione lascia qualche dubbio, perché non ci sono documenti che certificano il fatto che dovesse essere realizzata per il Battistero, però l’opera venne collocata in esso e poi, nel corso del tempo, spostata più volte e anche comprata.
Per la realizzazione del soggetto della Maddalena, Donatello fece, con molto probabilità, riferimento al testo della Leggenda Aurea, nella quale si raccontano i pellegrinaggi che la donna fece in età avanzata, nelle foreste del sud della Francia. L’artista si concentrò sulla decisione della donna di vivere in povertà, di mortificare la carne e di spogliarsi di qualsiasi ricchezza materiale (bellezza compresa), per raggiungere la pace e la salvezza grazie alla fede. Da qui, si nota come Donatello realizzò la Maddalena scegliendo un materiale non molto facile da lavorare (il legno) ed eliminando in classici simboli con i quali di solito la figura viene rappresentata nella storia dell’arte. Quindi via il cranio, la croce, il vasetto di unguenti. L’essere che ci compare davanti è una donna anziana (e non un uomo come si potrebbe pensare), alta, dal fisico asciutto e molto magro, forse sarebbe meglio dire scarno, visto che si notano bene in evidenza i muscoli e i tendini degli arti.
Il consunto corpo della donna non indossa vesti, ma è ricoperto dai lunghi capelli della Maddalena, che aderiscono al corpo. Donatello li scolpì in modo tale da dare la sensazione che quei capelli arruffati, duri, sciupati e se osservate la scultura avrete la sensazione che quella massa lunga di capelli aderisca al copro della donna come se fossero una agglomerato colloso, avvolgente e coprente, che mi ha ricordato molto da vicino certe piante rampicanti che coprono intere porzioni di case. Molto intensa è l’espressività della grandi mani ossute che sono quasi giunte, ma non del tutto unite, come nell’atto di iniziare una preghiera o una supplica di pentimento.
Altra componente che rende questa opera di Donatello affascinante ed emozionante è l’espressività del volto della Maddalena. Il suo viso è scavato dalla magrezza e dal patimento e gli occhi sono infossati nel cranio, se poi osservate il collo e lo sterno notate che sono rugosi e scheletrici. La bocca della Maddalena è semiaperta e si intravedono i denti, ma il suo sguardo è statico, sbigottito e la figura sembra provare, e allo stesso comunicare, una profonda angoscia e ansia. Guardandola in volto, molti osservatori potrebbero sentirsi a disagio, ne sono consapevole, ma fissando i vostri occhi in quelli della Maddalena percepirete i sentimenti di fatica, di stanchezza e anche di dolore presenti nel suo animo. Emozioni, se ci riflettiamo bene, che ogni essere vivente prova nel corso della propria vita.
Lo stato di deperimento e sofferenza della donna dal corpo così consumato, provocano in chi la guarda uno stato di vera compassione e, allo stesso tempo, si ha come la sensazione che quella donna sia consapevole dell’imminente arrivo della morte, dell’attimo in cui quel corpo così provato smetterà di vivere.
In quest’opera tarda, Donatello abbandona in modo completo quel classicismo e idealizzazione stilistica che avevano caratterizzato la sua produzione giovanile, per lasciare spazio ad un espressività che indaga la psicologia del soggetto scelto e che tocca l’animo dello spettatore, inducendolo a riflettere sulla vita. La Maddalena è così vera e dolente da sembrare uno spettro e, tutta la sua figura, ci comunica il suo stato emotivo di dolore, patimento, pentimento e sofferenza. Ed è questa capacità di indagare i sentimenti più dolorosi dell’animo umano e di tradurli in forma scultorea che portano, dal mio punto di vista, Donatello ad essere un anticipatore dell’Espressionismo. Con questa scultura l’artista fiorentino ha dimostrato che l’arte non è solo raccontare in pittura o scultura le cose belle della vita. L’arte è uno strumento che permette di scandagliare la psiche e i sentimenti più dolorosi che si celano nell'animo umano.
A rendere forte l’impatto emotivo e i sentimenti che la Maddalena scatena è anche il tipo di materiale scelto per la realizzazione, nel senso che il legno è, dal mio punto di vista, una materia più viva ed espressiva della pietra che anche se lavorata con abile maestria mantiene sempre una freddezza di fondo, le sue dimensioni a grandezza naturale (188 cm) e l’effetto chiaroscurale derivante dalla lavorazione del corpo e dalla “selvaggia” massa ci capelli che incorniciano la Maddalena in tutta la sua umile e dolente umanità.
Curiosità: Donatello dipinse la statua della Maddalena e per renderla più “realistica” aggiunse nella stoppa nei capelli e anche rifiniture in gesso, materiali poveri che rivelano la voglia dell’artista fiorentino di sganciarsi dai canoni classici della produzione scultorea che lui stesso aveva sempre seguito in gioventù.
Il restauro del 1972 portò alla luce filettature dorate presenti nella scultura e la riportarono alla sua fattura originaria.
 
Marco De angelis

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