sabato 8 agosto 2015

LA GIUSTIZIA INGIUSTA CHE PUNISCE SOLO I PIU' DEBOLI

dal "Gazzettino Italiano Patagonico" Anno 1 n°1 Agosto 2015

Maurizio Palo


La nota che sto per proporvi riguarda l’introduzione di un saggio del dott. Gerardo d' ambrosio illustre magistrato e già procuratore di Milano. Il saggio e del 2005 e si intitola "la giustizia ingiusta "Credo sia la prima volta che citi qualcosa che riguarda la mia materia di lavoro il diritto.

"A scoraggiare la criminalità non e tanto la gravita quanto l'ineluttabilità della pena" affermava Cesare Beccaria nel 1764, nel suo celebre "Dei delitti e delle pene", saggio al quale tutti i legislatori dei paesi più progrediti si ispirarono per inserire nei loro codici i principi fondamentali del moderno diritto penale.

Una ineluttabilità della pena intesa nel senso che le autorità preposte a ciò giungeranno a scoprire gli autori di tutti i delitti, sia nel senso che, una volta scoperto il colpevole sarà processato e condannato in tempi molto brevi e difficilmente potrà sottrarsi all' esecuzione della pena.

Tutto ciò, certamente, oggi non avviene in Italia. per convincersene ,basta scorrere le relazioni dei procuratori generali della cassazione che ogni anno svolgono sullo stato della giustizia. Già nel 2003 il procuratore generale della cassazione ha lanciato a tale proposito un grido di allarme che poi si e ripetuto e si ripete fino ai nostri giorni. La percentuale di reati il cui autore rimane ignota e molto alta. Inoltre spesso gli autori di questi reati sono rimasti impuniti perché dichiarati estinti nelle varie fasi e nei gradi dei processi, per prescrizione.

In Italia la giustizia penale sembra viaggiare su due binari. Uno molto veloce per coloro che vengono sorpresi in flagranza di reato. Mentre molto più lente con fermate, spesso impreviste e lunghe sul quale viaggiano i processi a carico di persone con larga disponibilità di denaro che possono fare ricorso a costosissimi avvocati estremamente abili nello sfruttare tutte le pieghe e i varchi lasciati dalle regole dettate dal processo. Sono proprio gli imputati dei processi che viaggiano su questo secondo binario a rimanere impuniti perché la prescrizione giunge prima della sentenza definitiva, che secondo quanto stabilito nella Costituzione, segna il momento in cui cade la presunzione di non colpevolezza.

Il problema e particolarmente grave, posto che a possedere il denaro necessario per pagare avvocati molto abili nelle tecniche dilatorie sono non solo gli esponenti dei poteri forti, ma anche gli appartenenti alle associazioni criminali di stampo mafioso che, purtroppo, nel nostro paese sono massicciamente presenti in almeno quattro regioni. "Sulla nota che vi propongo vi invito a riflettere che se le cose stanno cosi la giustizia e dominio di caste consolidate e noi saremo coloro che alla prima multa pagheranno conti salati e i potenti e gli straricchi se la svignano e si sottraggono ad una giustizia che non può fare rispettare "L' esecuzione della pena". Qui mi fermo e magari riprenderemo il discorso in altra sede.

Nessun commento:

Posta un commento