domenica 23 agosto 2015

Museo archeologico nazionale, chiuse molte collezioni.

Napoli. Carenza di personale, sale museali chiuse e segnaletica scarsa. I problemi più urgenti dell’Archeologico li scopri quando arrivi. La scritta “Museo archeologico nazionale” che è sull’entrata del metrò confonde turisti italiani e stranieri. Infilando l’ingresso della stazione, due giapponesi trovano le scale da una parte e una porta blindata dall’altra, che impedisce l’accesso ai locali con i reperti trovati durante la costruzione del metrò. Raggiunto sulla terrazza il vero ingresso del museo, è il caos. Giapponesi, inglesi e tedeschi si contendono l’unica tabella che indica quali sono le collezioni visitabili. Alle 13.40, il pannello sembra una “schermata” della battaglia navale: cambia a seconda del numero di custodi in servizio. Un valzer di chiusure che garantisce l’effetto sorpresa a chi è in fila. I gentili addetti dell’infopoint spiegano ai più esigenti che con 13 euro (il costo del biglietto intero) vedranno il 30 per cento delle collezioni e la mostra “Pompei e l’Europa”. «Ad agosto le assenze per ferie si sommano purtroppo alla carenza cronica di personale – si rammaricano – facciamo il possibile per ridurre i disagi. La cartina di tornasole delle difficoltà è il Gabinetto segreto di Pompei – proseguono – se chiude il pezzo forte del museo, la situazione è tragica: oggi il Gabinetto è stato chiuso alle 12.30 e riaperto solo grazie a un custode rientrato a lavoro». “Explorer”, l’audioguida che si noleggia a 5 euro, conferma al visitatore che incontrerà qualche difficoltà. Al piano seminterrato la collezione egiziana e quella epigrafica sono chiuse perché in allestimento. Al piano terra i visitatori ammirano invece le sculture da Ercolano, la collezione Farnese con le opere dalle Terme di Caracalla, la serie degli imperatori, le sculture greco-romane della Campania e le statue equestri. Restano al buio le sale con altre sculture e le gemme Farnese. Al piano ammezzato la numismatica è chiusa. Ma lo sguardo si perde tra gli splendidi mosaici che preparano l’arrivo al Gabinetto segreto, celebrato dalla stampa internazionale. Al primo piano gli affreschi e i reperti dalla villa dei Papiri di Ercolano sono off limits dalle 12.30; il plastico di Pompei è chiuso; la sala del tempio di Iside si può visitare fino alle 14. Sono inaccessibili anche “Napoli antica” e la collezione preistorica. Si vedono gli argenti e bronzi dell’area vesuviana e la mostra “Pompei e L’Europa” nel salone della Meridiana. I custodi dell’Archeologico sono in tutto 90, ne servirebbero almeno 110. In servizio in questi giorni circa 15 unità per turno, oltre ai dipendenti della società Ales. Il personale spera che il nuovo direttore del museo, l’archeologo Paolo Giulierini, risolva in primis i problemi di gestione e riapra le sale. «Il direttore si metterà le mani nei capelli, qui è tutto da rifare» si lamenta uno degli addetti più anziani, che ha memorizzato la foto di Giulierini supponendo una visita in incognito. «È vergognoso che i turisti paghino il biglietto intero per una visita parziale» conclude. Eppure è il museo più visitato della città con 350 mila presenze l’anno, ma potrebbe accogliere un milione e 200mila visitatori a pieno regime secondo il ministero. Il traguardo sembra lontano. Giulierini dovrà sciogliere diversi nodi e al contempo creare un museo autonomo. Oltre al problema del personale c’è la questione dei lavori di ammodernamento, degli allestimenti, dei fondi, della riapertura di collezioni chiuse da anni. Nel palazzo ben ventilato non si soffre troppo per l’assenza di aria condizionata ma la temperatura è più alta nel salone della Meridiana e nel gabinetto segreto. Un punto ristoro fatto però solo di distributori automatici è l’unico sollievo per i turisti. I controlli mostrano qualche lacuna, non è difficile entrare senza pagare. I lavori al Braccio nuovo, destinato ai servizi, sono ripresi e dovrebbero terminare entro l’anno, come spiega il funzionario responsabile uscente Daniela Giampaola. Occorre infine potenziare la comunicazione. Giulierini dovrà decidere “solo” da dove cominciare.

Anna Laura De Rosa

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