sabato 15 agosto 2015

SPECIALE REGIONI: MOLISE

Il Molise è la regione amministrativa più giovane d'Italia, fu scissa dall'antica regione Abruzzi e Molise e divenne la ventesima regione d'Italia, dapprima con la sola provincia di Campobasso, e dal 1970 anche con la provincia di Isernia: anche se come unità territoriale fu creata nel 1221 con il nome di Contado di Molise da Federico II.
Nel territorio della regione, ed in particolare in quello del comune di Termoli (CB), passa il meridiano di riferimento per il fuso orario CET, che stabilisce l'orario d'Italia e buona parte dell'Europa, denominato infatti Termoli-Etna.
La cultura molisana è storicamente legata a quella del vicino Abruzzo, ma presenta forti influenze campane nelle zone di Isernia e Venafro. Segno distintivo di questo mondo è, ancora oggi, la fortissima impronta contadina, favorita dalla mancanza di grandi agglomerati urbani e da un'economia orientata ampiamente verso l'agricoltura e l'allevamento, caratterizzato un tempo, ma in parte anche oggi, dalla pratica della transumanza delle greggi, le cui tracce si trovano ancora in tratturi e stradine che segnavano gli antichi percorsi fra Abruzzo, Molise e Puglia. Il ruolo culturale è svolto sia dai due capoluoghi sia da centri in crescita come Termoli e Venafro, ma resta comunque abbastanza limitato e poco caratterizzato. Fra gli intellettuali molisani meritano una particolare citazione G. M. Galanti (1743-1806), celebre per le sue acute analisi relative alla realtà e alle problematiche del Mezzogiorno, lo storico V. Cuoco(1770-1823) e lo scrittore F. Jovine, noto per il suo impegno sociale e politico, espresso in opere quali Signora Ava e Le terre del Sacramento.
 

Nell'antica fonderia della Campane "Marinelli" ad Agnone, si fanno campane per le più prestigiose chiese del Mondo. Le campane sono fatte a mano, nel senso che è la mano dell'uomo che fabbrica i "modelli", governa il rivolo di lava nella fornace a legna sino alle "forme" interrate nella fossa di colata. Nascono così quelli che sono considerati rarissimi capolavori dell'artigianato artistico.
La Fonderia Marinelli il 19 marzo 1995 è stata visitata da Giovanni Paolo II in occasione della sua visita nella cittadina di Agnone. Oltre alla campana per il Giubileo, che ha annunciato in Piazza San Pietro l'inizio del terzo millennio, alla fonderia Marinelli sono realizzate le campane per la chiesa del Giubileo di Tor Tre Teste di Roma ed il grandioso concerto di campane per la cattedrale del 2000 del Santuario di Padre Pio a S. Giovanni Rotondo.
A Campobasso-Gambatesa vi è il Castello dei "Di Capua". Il bel castello sul colle del Serrone, che si protende verso la valle del Tappino, fu in origine un austero maniero feudale di tipo fortilizio e poi, nel '500, fu ingentilito e trasformato in residenza rinascimentale per la famiglia Di Capua. Oggi ha l'aspetto di una sontuosa pinacoteca, grazie ai numerosi affreschi, di discreta fattura manierista, eseguiti nel '500 da Donato di Copertino e allievi.
 
 

Molise in cucina.
 
I legami del Molise con le regioni confinanti sono riconoscibili anche nella
cucina, che presenta forti influssi abruzzesi, campani e pugliesi. Tra i primi piatti spiccano le taccozze e i crioli, preparati col sugo o con verdure o con legumi. Gli spaghetti alla chitarra (spaghettoni a sezione quadrata, diffusi anche in Abruzzo). Fra i secondi cci sono le ricette a base di agnello, come l'abbuot (involtini ripieni di interiora e carne di agnello, cotti alla brace o preparati con salsa). Il Molise primeggia per la produzione di eccellenti insaccati (salsiccia, soppressata, capocollo), la cui lavorazione è interamente artigianale. La ventricina, preparata utilizzando carne mista e magra di suino (prosciutto, pancetta, spalla), poi impastata con sale, peperoncino e semi di finocchio e, infine, insaccata nella vescica stessa del maiale. Prodotti tipici della regione sono gli eccellenti formaggi (pecorino e caciocavallo) e soprattutto latticini (scamorza, stracciata). Diffusa è anche la preparazione di pesce, soprattutto baccalà, alici, la scapece (tranci di razza o di pesce palombo fritti nell'olio e poi conservati in una miscela di aceto e zafferano) e il brodetto di Termoli. Fra i dolci, in parte ancora legati alle ricorrenze religiose, meritano di essere ricordati i mostaccioli, i caragnoli (frittelle di pasta cosparse di miele) e i picellati, aromatizzati con cannella, garofano, scorza di arancia. Tra i vini DOC citiamo il biferno, il molise e il pentro d'Isernia. All'olio d'oliva Molise è stato riconosciuto il marchio DOP.

La ricetta: Taccozze Molisane



Per la lavorazione della pasta, le Taccozze, come vengono chiamate nella provincia di Isernia, occorrono:
400 grammi di farina,
4 uova
Per il sugo:
1 bottiglia da 0,75 cl. di passata di pomodoro, 300 grammi di fagioli del pastore (tipico fagiolo della zona della provincia di Isernia), sedano, aglio, olio extra vergine di oliva, prezzemolo, pecorino di media stagionatura grattato, peperoncino e sale q.b. (quanto basta).
Per preparare i fagioli del pastore, se secchi, metteteli per circa 12 h a bagno e fateli lessare finché non si cuociono. Per le Taccozze mettete la farina a fontana sulla spianatoia, unite le uova e lavoratela finché avrete un impasto omogeneo ed elastico, senza aggiungere acqua.
Dall'impasto tirate una sfoglia non troppo sottile; lasciatela riposare per un'ora e poi tagliatela a rombi di media grandezza.
Per il sugo fate rosolare in un tegame di coccio un trito di aglio e sedano con un paio di cucchiai di olio e, quando sarà imbiondito, aggiungete la passata di pomodoro, il sale e peperoncino a piacere. Fate cuocere lentamente per circa
mezz'ora.
Dopodiché, aggiungete i fagioli al sugo e fateli insaporire per circa 15 minuti.
Infine cuocete in acqua salata le Taccozze fin quando non vengono a galla. Una volta scolate, mettetele nel sugo di fagioli; aggiungete prezzemolo e pecorino a piacere e buon appetito.
 
Mauro Travasso

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