giovedì 14 aprile 2016

PORTA (PD)/TASSAZIONE DELLE PENSIONI INPS IN BRASILE: NUOVE REGOLE E VECCHI PROBLEMI




Passo avanti nella gestione del sistema di tassazione delle pensioni Inps pagate in Brasile e Canada ma l’ignavia e anche l’indifferenza di Governi, Ministeri ed Enti previdenziali penalizzano ancora i pensionati italiani residenti in quei due Paesi ed i quali hanno la “sfortuna” di essere titolari di pensioni Inps che superano i 5.000 dollari americani annui se risiedono in Brasile e i 12.000 dollari canadesi se risiedono in Canada poiché continuano ad essere assoggettati a tassazione concorrente (cioè doppia). Ma procediamo con ordine. Con un recente messaggio l’Inps rende noto di aver risolto il problema relativo alla tassazione Irpef a conguaglio nei mesi di gennaio e febbraio dell’anno successivo a quello di imposta – che tanti disagi aveva creato ai pensionati italiani residenti in Brasile e Canada i quali si vedevano addebitati in due mesi tutta la tassazione dell’anno precedente. Infatti l’Inps informa nel suo messaggio che per limitare tali disagi creati dai conguagli di fine anno ai pensionati, la tassazione corrente per il periodo di importa 2016 è stata provvisoriamente calcolata sulla base dei 10/12mi del totale conguaglio di fine anno 2015 e sarà imposta in 9 rate, a partire dal mese di aprile 2016 fino al mese di dicembre 2016.
La tassazione definitiva per il periodo di importa 2016 sarà invece effettuata in sede di conguaglio fiscale a consuntivo, con esposizione nella Certificazione unica 2017. E si spera che sarà così anche per gli anni a venire. Giova tuttavia ricordare che le convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali con Brasile e Canada si differenziano purtroppo da quasi tutte le altre convenzioni stipulate dall’Italia perché prevedono la possibilità della doppia tassazione (ancorché teoricamente evitabile con il farraginoso, lento – e nel caso del Brasile non rispettato - meccanismo della detrazione fiscale o del credito d’imposta). La Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali in vigore con il Brasile (L. n. 844 del 29.11.1980), per le pensioni delle gestioni previdenziali dei  lavoratori privati prevede, all’art.18, una soglia di esenzione di 5.000 dollari statunitensi, corrispondenti a 4.506,49 euro per l’anno d’imposta 2015, e, per l’eccedenza, la tassazione secondo le regole della legislazione fiscale italiana (tassazione ordinaria). La Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali in vigore con il Canada (Legge n. 42 del 24.3.2011), per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori privati prevede, all’art.18, una soglia di esenzione corrispondente alla somma equivalente di 12.000 dollari canadesi, pari a 8.459,28 euro per l’anno d’imposta 2015, e l’applicazione sull’eccedenza dell’aliquota più favorevole tra il 15% e quella prevista dalla legislazione fiscale italiana. Ciò significa che tutti i pensionati residenti nei due Paesi e che sono titolari di pensioni eccedenti gli importi suindicati saranno tassati due volte su tale eccedenza, e cioè sia dal Paese di residenza (Brasile e Canada) che dal Paese erogatore (Italia). Ho più volte sollevato il problema e richiesto soluzioni a livello legislativo e politico, spesso tra l’indifferenza dei ministeri competenti e dell’Inps (che, bisogna dirlo, con fondate ragioni sostiene di essere solo un organismo esecutore e scarica la responsabilità sui Ministeri e sulla politica). Nei miei colloqui con politici e funzionari interessati è emersa la loro consapevolezza delle ragioni dei pensionati e dell’ingiustizia da loro subita ma, almeno fino ad ora, non sono stati ancora presi provvedimenti o date disposizioni per sanare tale ingiustizia, con politici e burocrati che fanno a scarica barile o se la prendono con l’altro Stato facendo poi ben poco per trovare una soluzione. Nel frattempo migliaia di pensionati residenti in Brasile e in Canada subiscono una doppia imposizione fiscale sulle loro pensioni (molti di loro non ne sono neanche consapevoli) proprio in virtù di accordi che dovrebbero teoricamente scongiurarla, e si vedono trattenuti dal fisco dei due Paesi somme non dovute o dovute solo in parte.



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