giovedì 19 maggio 2016

Nissoli: sosteniamo la banca asiatica per gli investimenti ma non dimentichiamo il ruolo centrale degli italiani all’estero


(Roma, 18 maggio 2016) – Oggi, l’on. Nissoli è intervenuta nell’Aula di Montecitorio, per dichiarazioni di voto favorevole, a nome del suo Gruppo parlamentare, per quanto concerne la ratifica dell’accordo istitutivo della Banca asiatica per gli investimenti in infrastrutture, con allegati, fatto a Pechino il 29 giugno 2015.

In particolare, l’on. Nissoli ha sottolineato il ruolo importante che tale banca può avere per garantire uno sviluppo sostenibile nell’area asiatica, ad alto tasso di crescita.

Infatti, la deputata eletta in Nord e Centro America ha ricordato come l’Istituzione di questa Banca “sia di particolare rilevanza in un contesto globale attento alla riduzione dell’impatto delle attività antropiche sull’ambiente, sui cambiamenti climatici, poiché essa ha il compito di promuovere lo sviluppo economico sostenibile dell’Asia attraverso l’investimento in infrastrutture”.
“Si tratta - ha evidenziato l’on. Nissoli - di far sì che questa istituzione operi, ….., per la creazione di infrastrutture sostenibili nei settori dell’energia, dei trasporti, delle telecomunicazioni, delle infrastrutture rurali, dello sviluppo e della logistica urbana”.
Infatti,  si tratta – aggiunge la deputata - di “operazioni altamente impattanti sugli ecosistemi  e pertanto siamo convinti che la partecipazione al capitale degli operatori economici e le forme di prestito che la banca, dotata, inizialmente, di un capitale di 100 miliardi di dollari, vorrà porre in essere sarà utile a garantire uno sviluppo armonioso dell’intera regione, come ci ricorda il capitolo 1 dell’Accordo in questione”.
Tuttavia, l’on. Nissoli, paragonando la spesa sostenuta per aderire alla BIIA a quella sostenuta per gli italiani all’estero, ha detto: “la partecipazione italiana alla Banca asiatica per investimenti in infrastrutture costerà all’Italia 2miliardi e 571 milioni di dollari, ed un quinto, pari a 514,36 milioni di dollari, da versare. Cifre che gli italiani all’estero, che pure sono essenziali per lo sviluppo del nostro Sistema Paese, vedono con il cannocchiale, uno di quelli sofisticati ovviamente! Altrimenti sarebbe proprio impossibile!” Un chiaro invito al Governo a riprendere in seria considerazione le politiche per gli italiani nel mondo.



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