lunedì 13 marzo 2017

Scuola italiana all’estero: eppur si muove


09 Mar 2017
Il parere delle Commissioni esteri e cultura sul Decreto Scuole all’estero prende atto della centralità di un'azione coordinata e dell’importanza della formazione linguistica dei nostri connazionali all’estero. Accolte le richieste in favore della Comunità italiana nel mondo tese a garantire i diritti
Care lettrici e cari lettori,
Oggi, le Commissioni riunite III (Affari esteri e comunitari) e VII (Cultura, scienza e istruzione), dopo aver esaminato lo schema di decreto legislativo recante disciplina della scuola italiana all’estero (atto n. 383) ed ascoltato i rappresentanti delle parti interessate, hanno proposto un parere che tende ad inserire nel decreto alcuni aspetti utili a far funzionare meglio la scuola italiana all’estero e a fornire una doverosa formazione linguistica ai figli degli italiani residenti all’estero. Quindi, sono state accolte le mie richieste in favore della Comunità italiana nel mondo tese a garantire i diritti di formazione linguistica e a coordinare tutti gli interventi formativi in maniera che possano essere più efficaci nei risultati concreti ottenuti sul territorio e rispondenti, come si dice nel parere, “all’evoluzione sociale e culturale delle comunità italiane all’estero”.
Si tratta di evidenziare il ruolo degli Enti Gestori come è stato fatto nel parere e di cominciare a ideare una cabina di regia in grado di attuare una governance degli interventi scolastici all’estero efficace ed efficiente. Coordinare gli interventi è di particolare rilevanza per raggiungere buoni risultati, infatti, il sistema italiano di promozione linguistica all’estero è abbastanza differenziato e se si unissero le forze il risultato sarebbe sicuramente migliore e ne guadagnerebbe anche l’immagine del nostro Paese. Per cui no bisogna disperdere le risorse ma ottimizzarle e orientarle ad interventi efficaci su un determinato territorio, in modo che i buoni risultati siano chiari ed evidenti a tutti. Inoltre, abbiamo la necessità di adeguare il nostro sistema formativo alle concrete esigenze dei vari contesti geopolitici e culturali dove vivono i nostri connazionali e di quelli dove la nostra diplomazia culturale intende esercitare la propria azione, secondo un più appropriato modello policentrico.
Ringrazio, pertanto, le relatrici, on. Blazina e on. Garavini, per la sensibilità mostrata verso le problematiche che ho esposto in sede di esame in Commissione.

Fucsia Nissoli FitzGerald

articolo originale

Nessun commento:

Posta un commento