venerdì 16 giugno 2017

“Books on bike”: la cultura che viaggia su due ruote

Seppure già il grande Leonardo da Vinci avesse nel XV secolo elaborato alcuni schizzi a proposito, solamente qualche centinaio d’anni più tardi nacque quella che viene ufficialmente identificata come la prima bicicletta. Un mezzo di locomozione strutturalmente banale, ecologico, salutare e stimolante, che ancora oggi risulta essere il più diffuso in assoluto e fiero rappresentante di una cultura della semplicità, in un mondo ormai piegato a quella che qualcuno ha definito come la “dittatura dell’automobile”.
Si tratta quindi di uno strumento positivo di per sé, ulteriormente accresciuto nel suo valore potenziale da svariati progetti culturali, tutti concretamente produttivi. Si pensi ad esempio a Books on Bike, fortunato progetto della Seattle Public Library, che prevede l’esistenza di un apposito team formato da sedici bibliotecari scelti il quale, sfruttando le tre diverse bici della “scuderia”, recapita i libri a chiunque si trovi nell'impossibilità di recarsi in biblioteca. Com’è prevedibile il programma ha grande presa soprattutto sui più piccoli, a cui è stato addirittura dedicato un rimorchio apposito, che sono attratti da un approccio tanto originale. I numeri, poi, descrivono chiaramente il successo del progetto: arrivano anche a 30 gli eventi annualmente raggiunti dai “ciclisti-bibliotecari”, per un totale di circa 1500 persone che usufruiscono del servizio. Sempre su due ruote viaggia poi Alicia Tapia, bibliotecaria e appassionata ciclista di San Francisco, che ha avviato un programma basato sulle donazioni di libri e si occupa di diffonderli gratuitamente nel quartiere di Pandhandle.
Si basa sulla solidarietà anche Street Books, progetto di Laura Moulton, professoressa che tre volte la settimana carica la bici di libri e li offre in prestito ai senzatetto di Portland, senza chiedere loro alcun documento di riconoscimento: agli inizi, la donna fu etichettata come un’ingenua, ma a distanza di alcuni anni è evidente come il risultato sia senz'altro
Esistono poi delle esperienze più complesse, alcune delle quali geograficamente più vicine a noi. Degno di nota è Ciclyng for libraries, conferenza itinerante promossa dai bibliotecari dell’Europa settentrionale e finalizzata a promuovere quei concetti che stanno alla base dell’essere bibliotecario, come l’internazionalismo e l’accesso alle informazioni; questo settembre, poi, il progetto giungerà alla sua quinta edizione, che vedrà bibliotecari e appassionati percorrere la suggestiva costa occidentale della Svezia, passando per la Norvegia e i fiordi di Oslo.
Anche in Italia il connubio libri-bici si è rivelato fruttuoso e apprezzato: si pensi al Giro d’Italia in 80 librerie, evento conclusosi giusto il mese scorso, dove i circa 1400 km previsti (da Treviso a Bari) sono stati percorsi  a tappe da scrittori, giornalisti e non solo, impegnati a pedalare, ma anche correre e cavalcare, e raggiungere biblioteche e librerie poste lungo il tragitto, sedi queste di appositi eventi letterari. Interessante e rispettoso dell’ambiente anche l’esperimento dei corrieri-biker di Cagliari, cui sono stati affidati gli impegni legati ai prestiti inter-bibliotecari.

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