martedì 27 giugno 2017

Gli olivi monumentali sulle tracce del Gattopardo

Promuovere la cultura di un territorio significa non solo ricordare la storia, le tradizioni, la letteratura, le usanze, ma anche tutelare e scoprire l’ambiente che ci circonda mettendolo al servizio della comunità e riscoprendo il rapporto con la natura che ha da sempre caratterizzato la vita dell’uomo e che nell'epoca contemporanea stiamo colpevolmente perdendo. Se poi si ha la fortuna di visitare un luogo in cui la natura offre un paesaggio unico per l’eterogeneità di visuali, scorci e biodiversità, unita alla capacità dell’uomo di conservarlo in modo pressoché incontaminato evitando abusi ed edilizia selvaggia che hanno distrutto angoli
incantevoli del nostro paese, non si può che rimanere incantati. La tutela del territorio si realizza grazie all'attività di persone appassionate, amanti della natura e dei luoghi in cui vivono che si mettono al servizio dei cittadini e dei visitatori per raccontare storie, particolari, piccole sfaccettature ai più sconosciuti e frutto di anni e anni di studio, contatto con il territorio, esplorazioni e camminate. È il caso di Piero Catena, presidente dell’Associazione “Sulle Tracce del Gattopardo” di Ficarra che ha compreso l’importanza del rapporto tra la storia, il paesaggio e il turismo, capendo che la tutela del territorio non è solo conservazione e chiusura in se stessi ma apertura verso l’esterno e che il paesaggio può essere un’occasione per generare un indotto per il territorio. Un territorio, quello di Ficarra, la cui economia si è storicamente fondata sull'agricoltura e che negli ultimi quarant'anni ha subito un lento ma inesorabile declino dovuto soprattutto a politiche scellerate che favoriscono i produttori esteri piuttosto che i nostri agricoltori. È necessario così ripensare un modello e il percorso tra gli Ulivi Monumentali nel territorio di Ficarra, è l’esempio di una scommessa riuscita. Perché il visitatore non può che rimanere attonito osservando piante secolari che raggiungono addirittura gli ottocento anni d’età poste all'interno di un contesto ambientale e paesaggistico d’eccezione tra aranceti, fichi d’india, sugheri e noccioli. Se poi, a questo paesaggio si unisce la proverbiale ospitalità siciliana, il risultato non può essere che un’esperienza indimenticabile.


FRANCESCO GIUBILEI

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