lunedì 26 giugno 2017

In arrivo i jeans in grado di ricaricare lo Smartphone

Il futuro dei jeans è il “social”, al Pitti, si è tenuta una tavola rotonda organizzata dal gruppo turco Isko, leader mondiale nella produzione e distribuzione dell’iconica tela blu, per discutere del futuro del denim. L’idea è di produrre un denim capace di accumulare l’energia cinetica prodotta dal nostro corpo attraverso particolari fibre inserite nel tessuto. Potremo quindi ricaricare il nostro smartphone tenendolo comodamente in tasca senza alcun dispositivo, sfruttando semplicemente un collegamento wireless. Un upgrade dei già
esistenti Hello Jeans, che hanno delle tasche apposite in cui inserire smartphone e batteria. Il futuro del denim è sempre più strettamente legato ai cambiamenti sociali. Va quindi in direzione della tecnologia. Il colosso del jeans Isko ogni anno, grazie a una piattaforma social e al progetto “I-Skool” offre a circa 50 mila ragazzi delle più prestigiose scuole di fashion design la possibilità di dar forma alla loro creatività, anche attraverso partnership con marchi famosi come Replay, Ralph Lauren, Haikure o Swarovski. Un’occasione per elaborare idee e innovazioni tecnologiche applicate al tessuto in grado di rispondere alle esigenze e richieste del consumatore. «Siamo soltanto all’inizio — ha spiegato Marco Lucetti, direttore marketing della holding – L’altra sfida, la più importante è un jeans ecosostenibile. Ma non nel processo produttivo, come si potrebbe pensare, perché è un obiettivo già raggiunto al 90%. L’industria deve guardare ai comportamenti del consumatore e sviluppare tecnologie che vadano a ridurre la manutenzione del capo, soprattutto quello femminile. Far sì che resti perfettamente aderente al corpo senza bisogno di esser lavato e stirato troppe volte». Da sempre moda e società camminano come si suol dire “a braccetto”. Il jeans, specchio dell’evoluzione sociale, ha letteralmente conquistato il mondo. Versatile, comodo, pratico, sportivo, elegante è pronto a soddisfare i gusti di tutti i consumatori per via delle diverse colorazioni, tramature e lavaggi. Quella del denim è una vera e propria rivoluzione dello stile. Nato a fine Ottocento come capo di abbigliamento dei minatori e divenuto negli anni Venti del Novecento capo militare, è negli anni Quaranta che si è trasformato in indumento casual. A partire dagli anni Sessanta è divenuto il tratto distintivo dei giovani e delle ideologie rivoluzionarie: i bellbottom, cioè i jeans a zampa di elefante, i jeans col risvoltino fino ai “low rise jeans”, ovvero, “a vita bassa” e infine i contemporanei skinny e leggins. Il capo d’abbigliamento più celebre del mondo è, a detta dei più grandi produttori di denim, da Zara ad Armani, in grado di stupirci ancora. Non resta che aspettare.


MARIA STANCO

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