domenica 18 giugno 2017

Istituto Armando Curcio, alta formazione e ricerca scientifica nel campo delle scienze dell’editoria e della comunicazione.

Stefano Amodio, nato a Frosinone, ma da tempo residente nella sua San Donato Val di Comino, dal 17 Dicembre 2014 è il  Direttore della Didattica dell'Istituto Armando Curcio, l'ente di alta formazione e di ricerca scientifica dell'omonima casa editrice con sede a Roma.
L'Istituto, con sede in Roma in Via Palmiro Togliatti,  ha aperto  i battenti dallo scorso settembre , dando inizio all’erogazione di una serie di corsi di altissimo livello, caratterizzandosi come eccellenza nell'ambito della formazione editoriale. Lo IAC (Istituto Armando Curcio), vanta infatti un'offerta formativa unica per ampiezza e profondità di contenuti,  erogata da docenti universitari e dai massimi esperti a livello
nazionale ed internazionale quotidianamente impegnati nel proprio ambito professionale, che opera nel campo formativo e della ricerca, nelle discipline Linguistiche applicate occidentali ed orientali,  delle scienze dell'editoria, del Design, delle scienze della Comunicazione, della Psicologia Applicata e dello Storytelling, senza trascurare altri settori specifici di queste aree disciplinari quali:  il design, il Fashion Design,  l'Ergonomia e la Psicologia della percezione o dell’arte.

Direttore , che cosa è l'Istituto Amando Curcio?
L'Istituto Armando Curcio, Istituto di Scienze Linguistiche, Scienze dell’Editoria e di Psicologia Applicata,  è un’ Istituto privato di alta formazione, al cui interno operano docenti universitari provenienti da oltre 25 università italiane, che vanno dall'università di Torino sino all'università di Catania, praticamente selezionati e scelti nelle Università di tutto il territorio nazionale. Presto attiverà le procedure per chiedere l'accreditamento al Miur come istituto universitario, con rilascio di cfu, per attivare la  laurea triennale. L'istituto esiste da quasi un anno, e nasce dalla felice idea della Professoressa Cristina Siciliano, Vice-Presidente del Gruppo Editoriale Armando Curcio S.p.a.

Io ho chiaramente partecipato alla stesura del progetto sin dai primi momenti, un progetto molto complesso e articolato. Dal  mese di settembre, l'Istituto ha dato  inizio alla propria attività formativa. I primi corsi erogati sono stati degli executive Format in Progettualità, Creatività e Grafica Editoriale della durata di 140 ore, con ambiti didattici che spazieranno dall'editoria, alla psicologia applicata, sino alle scienze della comunicazione. Tutti i corsi sono  diretti, coordinati, e tenuti da docenti universitari o esperti di chiara fama nazionale. Tanto per farle qualche nome, Carlo Freccero, l'ex direttore di rai2 di rai 4 ed attuale consigliere di amministrazione della rai sarà uno dei docenti dell'executive master in editoria e comunicazione, consultabile sul sito www.istitutoarmandocurcio.it già dal prossimo mese di marzo 2016,  o Cesare milanese, uno dei fondatori del Gruppo 63, o lo stesso Andrea Fontana, massimo esperto nazionale di Storytelling e docente presso le Università di Milano Bicocca e Pavia. Personalmente ritengo di avere fatto un buon lavoro, selezionando oltre 80 professori Universitari per lo Iac, tra Ordinari, Associati, Ricercatori e Dottori di Ricerca con contratto di docenza. Tra le attività da segnalare, anche i weekend Academy, un ciclo di seminari organizzati nei fine settimana a Roma presso la nostra sede e in altre location. Saranno eventi culturali di altissimo livello, con noti personaggi del mondo dello spettacolo, del giornalismo e chiaramente dell’Università. Ogni weekend avrà una programmazione di 16 ore, l’Istituto opererà a 360 gradi.


Tenacia, personalità, entusiasmo: come si arriva a dirigere  un Istituto di una così tanto prestigiosa e famosa casa editrice quale è L’armando Curcio Editore?
Se uno vuole realizzare qualcosa nella vita, deve essere per forza di cosa tenace, ma la tenacia non basta, servono anche principi etici, ed una mentalità vincente incentrata su grandi traguardi, il che significa agire e progettare le cose al fine di creare grandi realtà, e cioè mirare alla luna e non al dito. Oggi le cose sono cambiate, la globalizzazione, ha ridotto ma anche aumentato le possibilità di guadagno e di contatti. Ergo le cosidette competenze trasversali, con una spiccata capacità di aprirsi alle innovazioni e all'intelligenza creativa, diventano e sono un requisito indispensabile per chi vuole fare e cambiare le cose in meglio. A questi requisiti aggiungerei la conoscenza delle lingue, non solo quelle occidentali, ma anche quelle orientali. Come Istituto aperto al mondo, lo Iac si sta già muovendo in questa direzione. Al riguardo abbiamo già sottoscritto un protocollo di accordo di cooperazione con una delle maggiori Università di Tirana in Albania, e sono attualmente in corso delle trattative con Università pubbliche e private Spagnole, Salvadoregne, Francesi ed Argentine, che presto si concretizzeranno in protocolli d’intesa. Tra le politiche che stiamo portando avanti, un grande peso è dato ai processi di internazionalizzazione. I nostri studenti infatti,  dovranno avere, oltre che una buona base teorica delle materie da noi erogate, una ottima conoscenza linguistica di almeno quattro idiomi (Inglese, Francese, Spagnolo e una a scelta tra l’arabo e il cinese, a cui faremo seguire un periodo di stage all’estero di almeno 6 mesi. Oggi più che mai bisogna ragionare nei termini di cittadino globale, cittadino che deve comunque mantenere vivi i legami culturali e sociali con la propria terra d’origine. Internazionalizzarsi infatti, non significa snaturarsi, ma sprovincializzarsi, migliorarsi ed arricchirsi. Al riguardo per la prossima estate  abbiamo in programmazione due Summer School di rispettivamente 2 e 3 settimane. La prima si svolgerà in Francia, la seconda in Albania.

Entriamo nel personale. Che differenza c'è tra un manager e un leader?Lo spessore umano. Tale qualità è indubbiamente riconosciuta, sia dalla squadra che lavora con te, sia da tutti i dipendenti dell'azienda. Non è sufficiente avere studiato tanto, lavorare duramente, essere disciplinato, saper organizzare il lavoro o raggiungere gli obiettivi: questo è proprio di un buon manager. Per essere un leader, devi emozionarli, essere empatico, carismatico, avere lo spessore della personalità appunto.


La scelta che le ha cambiato la vita?
Rispondere alla telefonata di Cristina Siciliano nel Gennaio del 2014. Non potevo dire di no.


Come immagina il futuro dello Iac?
Tra qualche sarà una realtà molto forte e ben strutturata, forse con qualche sede decentrata sul territorio nazionale ed internazionale. Ma procediamo per ordine e  con i piedi ben saldi per terra, preferisco fare un passo per volta.


Che cosa guarda in tv?
Non guardo la tv da 5 anni.

Il film preferito?
The Mission, con Robert De Niro, del 1986, lo vedo e rivedo.


La canzone preferita?
Ne ho tante, ognuna legata ad un periodo particolare della mia vita. Se proprio debbo scegliere dico l’intero album degli Smiths “Strangeways, Here We Come”, fondamentalmente come gusti musicali sono rimasto negli anni 80.


Il libro preferito?
Due su tutti, La Nausea di Sarte, e Le Confessioni di Sant'Agostino. In linea di massima preferisco rileggere un classico per la decima volta che affrontare uno scrittore contemporaneo.

Come vedrebbe ad una sede distaccata dello Iac In Argentina?
Forse un domani, con il coinvolgimento delle istituzioni locali, si potrebbe tentare di creare dei percorsi formativi o culturali in sinergia con l'Istituto Armando Curcio. L'Argentina è una terra bellissima, penso a Buenos Aires tanto per fare degli esempi, sarebbe un palcoscenico ideale.

NdR



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