mercoledì 14 giugno 2017

Joseph Merrick, “l’uomo elefante”, non merita una sepoltura cristiana?

La discendente di uno dei suoi manager si batte per dare ai resti della “celebrità” vittoriana una sepoltura adeguata.

Joseph Merrick, a fine Ottocento più noto (tristemente) come “l’uomo elefante”, merita una sepoltura cristiana a Leicester, la sua città natale, afferma un gruppo di sostenitori come riporta The Guardian. Oggi i suoi resti sono conservati in una teca di vetro in una stanza privata della Queen Mary University di Londra. Gli studenti di Medicina e i professionisti possono andare a osservarli dopo aver fissato un appuntamento. Merrick si esibiva come fenomeno da baraccone prima di morire ad appena 27 anni nel 1890. Quando aveva 5 anni ha iniziato a soffrire della sindrome di Proteo, una malattia rarissima che fa sì che ossa, pelle e altri tessuti crescano in modo eccessivo. Valerie
Howkins, nipote di Tom Norman (uno degli ex manager di Merrick), ha detto alla BBC che “quando è morto non c’era dubbio sul fatto che sarebbe tornato a Leicester per essere seppellito. Era cristiano e si sarebbe aspettato una sepoltura cristiana. Non è giusto che le sue ossa siano rinchiuse in una scatola in un magazzino”. Jeanette Sitton, fondatrice del gruppo Friends of Joseph Carey Merrick, ha spiegato che “visto che Joseph Merrick era un devoto cristiano, sappiamo che avrebbe voluto essere seppellito”. Come contaltare delle dichiarazioni dei sostenitori, un portavoce della Queen Mary University ha affermato che “si ritiene che Joseph Merrick pensasse di essere preservato dopo la sua morte e che i suoi resti sarebbero rimasti a disposizione della ricerca e della formazione medica. Come custode dei suoi resti, l’Università consulta regolarmente i suoi discendenti al riguardo”. Secondo il The Guardian, “negli ultimi anni della sua vita Merrick è stato assistito dal chirurgo Frederick Treves al Royal London Hospital di East London”.

Nel 2012, una replica del suo scheletro è stata esposta nel museo dell’ospedale.


DANIEL ESPARZA

Nessun commento:

Posta un commento