martedì 20 giugno 2017

Libri contro e-book

Il profumo della carta, il suo odore che ci accompagna nel tempo e nei nostri ricordi… quante volte sentendo l’odore di un libro, ricordi diversi si appropriano della nostra mente. Eppure qualche tempo fa siamo stati presi dal timore che l’odore dei libri lo avremmo ritrovato solo nei nostri vecchi scaffali, nelle biblioteche, e ovunque ci sarebbero stati libri già letti…perché la nuova rivoluzione prevedeva l’uso degli e-book. La lotta sul web si faceva a colpi di chi è il migliore fra il cartaceo e l’e-book; ognuno ha detto la sua e per un certo periodo tutti abbiamo pensato che l’e-book potesse battere in curva il libro cartaceo. La realtà dell’e-book presente sul mercato degli Stati Uniti da circa dieci anni, mentre in Italia da quattro, è tuttora presente anche se una
recentissima indagine statunitense ha dimostrato una inflessione negativa dell’acquisto degli e-book rispetto al cartaceo. La tendenza che l’e-book non stesse prendendo il sopravvento sul cartaceo come si supponeva, si era già annusata lo scorso ottobre 2014 quando il gigante dell’e-commerce “Amazon” aveva deciso di aprire un punto vendita a New York nei pressi di Macy’s luogo culto dello shopping; e dunque nonostante la tendenza del lancio delle librerie indipendenti, Amazon creava un contatto nuovo con gli acquirenti, si acquistava on-line e si poteva benissimo ritirare la merce dal vivo; dunque l’e-book si ancorava ad una realtà vera fatta di persone, un po’ come le librerie vere dove acquisti un libro, ne annusi l’odore, scegli la copertina, il titolo che ti attrae, se non ne hai di preferiti, e concludi l’acquisto. Quindi qualcosa era già nell’aria allora, ed oggi i dati confermano la controtendenza; la generazione dei giovani che spesso sono attratti così dagli smartphone e dal loro interagire continuo, nel cercare di essere connessi col mondo anche dal luogo più sperduto della terra a quanto pare sono attratti dall’acquisto del cartaceo e decidono di andare  al mare mettendo in borsa un libro, di andare in aereo sfogliando nell’attesa del check in  un libro…insomma i ragazzi che si estraniano dal mondo con i social mettono un piede nella fantasia dei romanzi, nelle storie d’amore e nelle saghe attraverso un libro cartaceo. I motivi per cui si è scelto l’e-book sono stati tanti e tutti condivisibili, è leggero e compatto perché un tablet lo è; è economico, l’acquisto di un libro in digitale ha un costo inferiore rispetto al suo fratello cartaceo; è ecologico perché non si spreca carta né inchiostro né risorse esterne quali magazzini, autotrasportatori; queste motivazioni e tante altre possono indurre ad acquistare un e-book, qualcuno dice che è pure riposante leggerlo, beh io in questo non mi trovo d’accordo, perché mi stanco facilmente forse perché correggo e analizzo testi che occupano la mia giornata per almeno la sua metà, quindi forse non sarei un test attendibile. Ma la risorsa sulla quale io editore avrei scommesso sarebbe stata il digitale nei libri scolastici, questo sì che sarebbe stato un canale sul quale intervenire. Invece cosa fanno le avidi case editrici? Mettono in lista i libri cartacei con supporti dvd e supporti digital book più espansione online.. ma il libro cartaceo è sempre alla base perché certo il suo costo fra le 30,00 euro quando vale per un triennio di scuola media e le 15,00 euro se valido per un solo anno; e così ragazzini di 10 anni abituati ai pochi libri delle elementari si ritrovano ad avere uno zaino che pesa oltre il doppio del normale faticando la schiena e sottoponendola spesso ad oneri pesantissimi. Insomma questo potrebbe essere il mercato da sviluppare, dare la possibilità allo studente di andare a scuola solo con i quaderni ed avere la possibilità del tablet attraverso il quale leggere le materie per ciascuna delle 5 ore, così come è strutturata la nostra scuola. Dunque il mercato dei libri dovrebbe sul serio spezzettarsi e dare una consistenza diversa a seconda dell’utilizzo dei libri; ma anche questa idea potrebbe essere opinabile, sì per loro forse ma non per noi genitori che vedremmo meno carichi i nostri figli. Sta di fatto  che la scelta di un libro fa parte di uno stato emotivo, il mi piace e il non mi piace è assolutamente soggettivo e dunque anche questa lunga chiacchierata che ho voluto fare con voi potrebbe risultare inutile. Posso solo dirvi la mia scelta: preferisco il cartaceo per l’acquisto di un romanzo, di un giallo, di un libro da leggere per il piacere di farlo; e sceglierei il formato digitale solo per chi frequenta le scuole secondarie così da salvaguardare la salute di questi giovani studenti in erba.
Ad ognuno il suo.

Barbara Filippone


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