martedì 20 giugno 2017

Speciale Regioni: Marche

Le Marche è l’unica regione italiana al plurale, come definita dal giornalista e scrittore Guido Piovene nel 1957 durante uno dei suoi viaggi in Italia per descrivere le molteplici caratteristiche naturali, artistiche, architettoniche e culturali di questa zona della penisola. Nella fascia appenninica esistono esempi di aree protette, tanto che la regione ospita parchi nazionali e regionali, e oasi del Wwf Italia Onlus (World wide fund for nature, Fondo mondiale per la natura). I due parchi nazionali dei Monti Sibillini e del Gran Sasso e Monti della Laga (che copre anche alcune aree dell’Abruzzo e del Lazio) sono particolarmente indicati per le attività di trekking. Dei quattro parchi regionali, due sono in provincia di Ancona, quello del Conero che comprende il paesaggio, la flora e la fauna
del massiccio del monte Conero e il Parco Gola della Rossa e di Frasassi, la cui attrattiva principale sono le omonime Grotte, alcune abitate sin dalla preistoria, e che rappresentano uno dei siti di maggiore interesse speleologico nell’Europa occidentale. Gli altri due parchi regionali appartengono alla provincia di Pesaro e Urbino, e sono il Parco del Monte San Bartolo e quello di Sasso Simone e Simoncello. Il centro storico di Urbino è l’unico luogo delle Marche a essere divenuto nel 1998 patrimonio dell’umanità Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura). La città rappresenta il vertice dell’arte e dell’architettura del Rinascimento, adattate in armonia al suo ambiente fisico e al suo passato medievale che ne fanno un luogo suggestivo. Durante la sua breve supremazia culturale, a Urbino si sono avvicendati alcuni dei più illustri eruditi e artisti del Rinascimento che hanno creato un complesso urbano omogeneo, influenzando anche lo sviluppo culturale del resto d’Europa. Tra questi figurano i pittori e architetti Raffaello Sanzio (1483-1520) e Bramante (1444-1514).  Nel campo letterario ed educativo, le Marche hanno dato i natali a Giacomo Leopardi (1798-1837) conosciuto come uno dei maggiori poeti dell’Ottocento italiano e della letteratura mondiale, tanto che nella sua città originaria, Recanati, vengono dedicate annualmente delle giornate di studio sulla sua poesia cui partecipano esperti del settore internazionali. A livello educativo, è famosa la marchigiana Maria Montessori (1870-1952) il cui metodo didattico è impiegato oggi in numerose scuole di tutto il mondo. Per quanto riguarda il panorama culturale, Pesaro ospita ogni anno per due settimane durante il mese di agosto il Rossini Opera Festival, dedicato al celebre compositore nativo del luogo e di richiamo ormai internazionale per gli appassionati di musica classica, mentre per quelli del jazz, la manifestazione AnconaJazz raduna musicisti di rilievo internazionale.Anche la tradizione universitaria ha radici che affondano in secoli passati, l’Ateneo di Camerino venne fondato agli inizi del sec. XIV, quello di Urbino nel 1506. Nelle Marche, inoltre, sono importanti le feste di rievocazione storica del Medioevo e del Rinascimento, tra cui ad Ascoli Piceno la Giostra della Quintana, che si svolge secondo norme codificate nel 1378, a Camerino la Corsa alla Spada, a Fermo la Cavalcata dell’Assunta, a Sant’Elpidio a Mare la Contesa del Secchio. Dal punto di vista religioso, tra il 9 e il 10 dicembre al santuario Mariano di Loreto, che è considerato uno tra i luoghi di pellegrinaggio cristiani di maggiore rilievo, si svolge la fiaccolata notturna con l’accensione di falò nell’intera regione per commemorare la “venuta”, ovvero la traslazione dalla Palestina, a opera degli angeli, della casa di Nazareth dove visse la Sacra Famiglia. Ad Ancona i primi giorni di maggio, si celebra la Fiera di San Ciriaco, santo Patrono, con il mercatino degli artigiani, gli artisti di strada e l’estemporanea di pittura “en plein air”. Infine, è rinomato nella regione il carnevale di Fano con il lancio di dolciumi sulla folla dai carri allegorici, la maschera caricatura dei personaggi più in vista della città, il cosiddetto “vulon”, e la musica Arabica i cui strumenti sono barattoli di latta, caffettiere e brocche. La Regione Marche ha partecipato a Expo 2015 sia attraverso l’Ufficio di rappresentanza presso il Palazzo Italia sia alla mostra “L’Italia delle Regioni”, un’esposizione permanente di immagini che ha raccontato le regioni, mostrandone cultura, colture, paesaggio e innovazione. In particolare, dal 29 maggio all’11 giugno 2015, le Marche hanno portato la propria eccellenza al Padiglione Italia per comunicare al mondo la propria unicità e condividerne i tratti distintivi. È stato costruito un percorso virtuale per accompagnare i visitatori nella conoscenza della tematica portante della presenza delle Marche a Expo 2015, ossia La Prospettiva di Vita che nella regione non solo è la più lunga d’Italia, ma anche la migliore. La scenografia è stata curata dallo scenografo Giancarlo Basili con il supporto del sociologo professor Aldo Bonomi.


Marche in cucina

Le Marche, grazie alla collocazione geografica, presentano in cucina sia specialità di mare che di montagna. I piatti noti di mare sono lo stoccafisso e il brodetto, zuppa di varie specie di pesce preparata in distinte versioni classiche e che raccoglie più di 14 specialità di pesce arricchito nel pesarese e nell’anconetano dal pomodorino e nell’ascolano dallo zafferano. I garagoli in porchetta tipici di Pesaro, sono crostacei saltati con aglio, olio, rosmarino, finocchio selvatico e pepe.
Fra i primi piatti della tradizione figurano i vincisgrassi, lasagne condite con salsa pasticciata, cotte al forno e profumate di tartufo di produzione locale, i tacconi dell’Ascolano che sono una sorta di maltagliati serviti con ceci e polenta, i tagliolini al guanciale con fave, piselli e pecorino, e la frittata con pomodori e maggiorana.
Tra i secondi a base di carne c’è il maiale in porchetta, l’agnello marinato; piatti a base di tartufo, come quelli di Acqualagna e Sant’Agata Feltria e a base di funghi. Il maiale è usato anche per insaccati come il ciauscolo, prodotto Igp (Indicazione geografica protetta) o il salame lardellato di Fabriano.  Non possono mancare le olive ascolane, ripiene, impanate e fritte, e il formaggio di Fossa di Sogliano, insignito del marchio Dop (Denominazione d’origine protetta). Ascoli Piceno è anche famosa per il fritto misto all’ascolana: olive farcite, crema, zucchine, carciofi e costolette d’agnello. Fra i dolci ci sono il panpepato, la crema fritta, il ciambellotto con i funghetti all’anice, la cicerchiata, i ravioli fritti e ripieni di castagne, crema e ricotta.
Numerosi i vini Doc (Denominazione d’origine controllata): per i bianchi il verdicchio dei Castelli di Jesi, il Falerio dei Colli Ascolani, e per i rossi il rosso Piceno, la lacrima di Morro d’Alba e il rosso Conero. Tipico è il vino cotto, conservato in botte, con la suggestione mediterranea all’anisetta e del mistrà.

La ricetta: Ravioli di Castagne (marroni)

Ingredienti per 8 persone.
Per il ripieno: 500 gr. di castagne qualità cosiddetta marroni, 50 gr. di cacao, 2 tazzine di caffè di liquore dolce (strega, anisetta o cherry), 100 gr. di zucchero.
Ingredienti per la sfoglia: farina quanto basta, 2 uova, 1 cucchiaio di olio, 1 pizzico di sale. Sgusciate le castagne della buccia esterna, metterle in un pentolino in acqua fredda con 2 foglie di alloro, portare l’acqua a ebollizione e fare lessare per 20 minuti circa. Una volta scolate dall’acqua, spellare le castagne ancora calde e schiacciarle unendo il cacao, zucchero e il liquore finché non si ottiene un impasto omogeneo, all’occorrenza si può aggiungere del latte. Preparato il ripieno si tira la sfoglia, mettete su un piano la farina a fontana, le uova al centro e aggiungete un pizzico di sale. Sbattete le uova, unire l’olio, e man mano incorporare la farina occorrente. Una volta lavorata la pasta si stende e si preparano i ravioli.

Si ringraziano per la ricetta Antonella Moretti e Maria Antonietta Mancini, originarie della frazione di Trisungo del comune di Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno. 


A cura di Mauro Travasso

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