martedì 18 luglio 2017

Animali gay: ecco perché fanno bene alla specie

La scienza spiega perché alcuni animali sono gay: l’attrazione fra individui della stessa specie offre dei benefici a livello genetico.

Lo dicono dei ricercatori del dipartimento di Ecologia e Genetica dell’Università di Uppsala, in Svezia. Lo studio è stato condotto su una specie particolare di coleottero, nella quale si verificano spesso fenomeni attrattivi fra individui dello stesso sesso. Le analisi hanno consentito di verificare che quest’attitudine aumenta quando in una popolazione scarseggiano le femmine. In tal modo si cerca di massimizzare gli accoppiamenti, garantendo
maggiori chance riproduttive. In pratica, i maschi omosessuali divengono “custodi” dello sperma di un simile, che potrà utilizzare per fecondare con successo le femmine a disposizione. I test hanno portato all'analisi di generazioni di insetti riprodotti in laboratorio, con una propensione a relazioni con soggetti della stessa natura sessuale. Si è inoltre visto che le “femmine” degli animali gay risultano più feconde e fanno più uova; ma questa peculiarità non è ancora stata compresa appieno. Comportamenti gay nel mondo animale sono stati osservati in 1.500 specie; per esempio negli emù, nei leoni, nei delfini, nei polli, nel salmone e nei gatti. Particolarmente significative le ricerche condotte sulle pecore. In questa specie gli accoppiamenti fra maschi riguardano l’8% degli individui di una popolazione. L’argomento non è mai stato affrontato con rigore perché la biologia si è sempre riflessa negli studi darwiniani, che escludono gli istinti slegati dalla possibilità di concepimento. Per la selezione naturale gli individui gay non hanno una vera utilità, ma è possibile che con le nuove ricerche la filosofia di Darwin debba essere perlomeno rivista.


GIANLUCA GROSSI

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