domenica 2 luglio 2017

Cittadinanza italiana, al Consolato Generale di Buenos Aires 300 prenotazioni in 8 minuti

Tanti i connazionali che si sono lamentati per non essere riusciti a prenotare, tante le lamentele nei confronti del Consolato. Che ha fatto sentire la propria voce…
La cittadinanza italiana, si sa, fa gola a molti. Avere in tasca un passaporto europeo è un bel vantaggio, quando si tratta di viaggiare. Essere cittadino italiano è un lusso, quando si tratta di assistenza medica e ospedaliera. Così in certi paesi del mondo, in particolare in Sud America, le richieste per la cittadinanza italiana sono migliaia e migliaia. In Brasile e in Argentina, poi, la situazione è davvero al limite. Pensate soltanto che nell’ultima prenotazione online
al Consolato generale d’Italia a Buenos Aires sono volati 300 appuntamenti in 8 minuti. Una roba da non credere, eppure è così. Chi non è riuscito a prenotare il turno, dovrà aspettare la prossima opportunità, probabilmente febbraio. Tanti i connazionali che si sono lamentati per non essere riusciti a prenotare, tante le lamentele nei confronti del Consolato. Così dal Consolato Generale spiegano: “I circa 300 turni messi a disposizione nell’ultima occasione sono andati esauriti in 8 minuti. Ribadiamo che è questo il risultato dell’enorme numero di accessi al portale online”. A febbraio, aggiungono, “saranno disponibili 900 turni corrispondenti a quelli dei mesi di aprile, maggio e giugno”. Il sistema di prenotazione online “non è sostituibile ed è l’unico strumento utilizzabile per prenotare un turno di cittadinanza”, si precisa ancora prima di precisare che sì, i consigli e i commenti sono sempre ben accetti, ma anche che “ogni insulto o minaccia è stata e sarà oggetto di denuncia alle autorità competenti argentine e italiane”.
Il Consolato torna quindi a chiedere “pazienza e collaborazione”. Per la prenotazione, certo, ma anche per la gestione delle pratiche. A metà dicembre 2015, il Consolato ha spiegato che erano in lavorazione le pratiche presentate a settembre 2014. Pensate un po’ voi…

Luigi Perna



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