martedì 18 luglio 2017

Da Londra arriva l’algoritmo che rileva le bugie nelle email

Il Telegraph riporta la notizia di una ricerca condotta dalla City University London, per la quale i ricercatori hanno elaborato un algoritmo che individuerebbe ogni bugia scritta nei testi delle email o nei siti di incontri. L’algoritmo, infatti, può rilevare le bugie analizzando le parole usate, la struttura delle frasi e il contesto. Per crearlo, i ricercatori hanno dovuto comparare migliaia di email contenenti verità e menzogne, in modo da avere un metro di paragone per la ricerca. Dal confronto è emerso che i bugiardi, solitamente, usano di meno i pronomi personali e tendono ad
accedere con gli aggettivi, come “brillante” e “sublime”. Così facendo rendono il testo meno personale e ne offuscano il vero significato con descrizioni inutili. E dato che non tutti gli essere umani sono esperti studiosi del linguaggio, alla City University London hanno pensato bene di fare in modo che qualcosa faccia notare loro le menzogne. Come dichiara Tom van Laer, uno dei ricercatori, «sorprendentemente le persone non sono in grado di rilevare l’inganno coscientemente». Secondo i dati raccolti, una persona riesce a percepire una bugia il 54% delle volte, percentuale un po’ bassa se comparata a quella dell’algoritmo, 70%. Il fine della ricerca, continua van Laer, è «combattere la frode ovunque si manifesti nel contenuto informatico», così da limitare i furti di identità e di denaro. Ma prima di tutto ciò, è necessario secondo i ricercatori perfezionare ulteriormente l’algoritmo, in modo da ridurre al minimo il margine di errore.


FEDERICA COLANTONI

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