giovedì 13 luglio 2017

Dante, un mosaico di nuovi profili per il Padre della Commedia

Tra  Ravenna e Dante scorre un legame prezioso e indissolubile. Si respira nelle vie e nei giardini, nel silenzio rispettoso davanti alla tomba vicino alla Basilica di San Francesco. Sua seconda e ultima patria, la città regala al Sommo Poeta pace e ispirazione per l’ultima cantica della Commedia, frutto ‒ forse ‒ di quell'esilio che si fa esistenziale e celeste: come ricordava Mario Luzi in un celebre convegno ravennate, il pellegrinaggio di Dante «ha scorto una forza di rivelazione talmente significativa da assumere tale esperienza a immagine e a interpretazione totale del destino terreno e ultraterreno dell’uomo». Proprio la
ricerca di questa unità di sapere che trova respiro nella figura dantesca ha mosso i giovani artisti coinvolti nel progetto idDante di Marco Bonobolabo Miccoli con la curatela di Maria Vittoria Baravelli, veri protagonisti della mostra inaugurata lo scorso 18 settembre ‒ e in programma fino al 23 ottobre ‒ dal titolo “Il Volto di Dante, per una traduzione contemporanea”. La vivacità di questo dialogo, tra letteratura e vita, tra esperienza estetica e storia, sembra ripercorrere la ricchezza di ogni momento poetico, esaltata dai due fattori decisivi per giustificare l’importanza della lezione dantesca: universalità e potenza visiva. Nelle opere esposte nel lungo e luminoso corridoio della Biblioteca Alfredo Oriani prende vita un nuovo Dante, fuori dal tempo e astratto: dal ritratto più fedele all'iconografia tradizionale (Ale Giorgini, Max Petrone, Il Pistrice, Giovanni Manzoni Piazzalunga, Riccardo Guasco, Francesco Poroli, Rita Petruccioli, Alessandro Pautasso, Diavù, Carlos Atoche, Giuseppe Gep Caserta, Daniele Tozzi, Pixel Pancho, Simone Massoni, Stefano Perrone) a inedite atmosfere dantesche che richiamano l’esilio doloroso (Carolina Ricciulli, Van Orton Design, Marco Veronese, Massimo Giacon) o l’incontro con le allegorie dei più famosi vizi umani (Alessandro Ripane); e ancora, dal severo profilo immerso in suggestioni contemporanee (Nemo’s) e digitali (Camilla Falsini, Marco Sodano) a perfette riproduzioni grafiche del viaggio infernale (Stefano Babini, LRNZ, Davide Fabbri). L’arte incontra a Ravenna l’icona prismatica per eccellenza. Grande libertà anche alle tecniche rappresentative: non solo grafica e fumetto, ma anche scultura (Matteo Lucca, Basik), mosaico (Luca Barberini), Technogel (Kicco Cracking) e Tape Art, il cui massimo esponente è l’artista No Curves, presente per l’iniziativa con l’opera “The Supreme Poet”, donata alla città di Ravenna nel 2014 grazie al festival Subsidenze. Proprio da quell'evento, racconta l’ideatore di idDante Marco Bonobolabo Miccoli, è nato il progetto: «Ho cercato di capire se era possibile rendere il volto di Dante più pop e fruibile a tutti. Avendo già coinvolto diversi artisti nel progetto ed essendo tuttavia privo di una formazione umanistica, ho ritenuto opportuno coinvolgere in questa mia idea Maria Vittoria Baravelli, facendole curare la parte accademica e il collegamento con le istituzioni. Grazie al fatto che organizzavo già mostre da circa tre anni presso il mio spazio Bonobolabo e curavo assieme all'associazione culturale Indastria il festival di street art Subsidenze, è stato più semplice realizzare il primo murales autorizzato in centro storico a Ravenna. Da qui, l’idea di coinvolgere 33 artisti + 1 per realizzare un volto di Dante contemporaneo». Ospite d’eccezione dell’inaugurazione l’artista brasiliano Eduardo Kobra, famosissimo per i suoi graffiti a Tokyo, Chicago e Miami e, in modo particolare, per l’ultima grande impresa ‒ costata ben due mesi di lavoro ‒ in occasione delle Olimpiadi di Rio 2016, ovvero il gigantesco murales “Etnias” raffigurante i cinque continenti del mondo. Il coloratissimo ritratto su fondo nero che ha regalato alla città dantesca, situato in via Pasolini angolo via Zirardini, in pochissimi giorni, grazie alle numerose foto dei passanti, è divenuto “Pic of the week” dell’hashtag ufficiale #igersravenna. Come ha sottolineato la curatrice Maria Vittoria Baravelli, «per Kobra, riprodurre, il volto del Sommo Poeta a Ravenna, secondo la propria arte, rappresenta un traguardo personale e stilistico di grande importanza. Dante è icona di tutti i tempi e di tutto il mondo e, per questo, deve arrivare a tutti. Portare Dante in strada o in una scuola significa proprio attuare questa traslazione o, appunto, traduzione contemporanea». Ad arricchire l’esperienza artistica della mostra l’inconfondibile Dante di Pao, la ricostruzione del vero volto del Sommo Poeta grazie agli studi del Professor Giorgio Gruppioni e l’invasione di due grandi rondini firmate Cracking Art, collettivo impegnato in una raccolta fondi che sarà devoluta per la digitalizzazione di saggi e opere dantesche di inizio ʻ900 oggi non facilmente consultabili. Dante vive. La divinità incisa nella sua autorità che si riflette nei numerosi omaggi artistici trova finalmente uno spazio e un non-tempo in cui sprigionarsi. E Dante «non stancherà mai», perché, usando ancora le parole di Luzi, egli «è attuale, non evocativo o celebrativo, ma in atto, e noi saremo sempre coinvolti in quell'azione».


BEATRICE CRISTALLI

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