sabato 15 luglio 2017

“Galeotto fu quel libro”: fallisce l’editore che pubblicò il figlio di Totò Riina

«A un anno esatto dall'apparizione televisiva del figlio del capo dei capi di Cosa nostra, intervistato da Bruno Vespa tra le polemiche in occasione dell’uscita del suo libro, la storia di Edizioni Anordest finisce in tribunale con una sentenza di fallimento», si legge in un recente articolo del Fatto quotidiano. Il testo più noto della casa editrice trevigiana aveva acquisito fama quando l’autore era stato invitato da Bruno Vespa per presentarlo. Una grandissima
opportunità di promozione per qualsiasi piccola casa editrice ma non per la Edizioni Anordes di Villorba. Il motivo? Quel volume si intitolava Riina family life e l’autore intervistato a Porta a Porta era Salvatore Giuseppe Riina, il figlio del capo dei capi di Cosa nostra. L’episodio scatenò all'epoca dei fatti un polverone di proporzioni gigantesche, fitto di polemiche di librai e giornalisti. E a un anno esatto dall'accaduto l’editore finisce in tribunale con una sentenza di fallimento emessa dai giudici di Treviso. «Quel libro mi ha rovinato», ha dichiarato l’ormai ex amministratore Mario Tricarico alla Tribuna di Treviso. «Quella polemica mi ha ucciso, non abbiamo più venduto nulla. Ho percepito una forte ostilità da parte delle librerie, mi sono arrivate anche delle minacce, gli addetti ai lavori si sono lasciati influenzare dalla polemica. Sono rammaricato soprattutto dal fatto che nessuno abbia letto quel libro». A onor del vero, sebbene il fallimento delle Edizioni Anordest non sia del tutto legato esclusivamente alla pubblicazione del libro di Riina Junior, quel titolo, al quale erano stati indirizzati forze e investimenti da parte della casa editrice, ha comunque influito sull'esito della vicenda.


VALE MARASCO

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