martedì 18 luglio 2017

Gli orrori dei macelli in Vietnam e la questione etica sul commercio di animali vivi

Le recenti riprese fatte della ONG Animals Australia che mostrano le modalità di abbattimento del bestiame esportato ancora vivo dal continente in regioni asiatiche come il Vietnam, dimostrano – nuovamente – l’incapacità del governo di Canberra di controllare che fine facciano i capi venduti oltremare. I video scioccanti riportati dalla ONG mostrano come gli animali in tre diversi macelli vengano presi a martellate fino a causarne la morte. Nonostante la ESCAS (Export Supply Chain Assurance Scheme) richieda che il bestiame sia macellato secondo gli standard
dell’organizzazione mondiale per la salute degli animali (WAHO), in località come il Vietnam procedure illegali quali quella sopra descritta sono ancora spesso utilizzate. La ESCAS richiederebbe, inoltre, che gli animali venduti oltremare possano essere rintracciabili secondo un sistema di controllo della catena di fornitura. Verifiche che, però, contravvengono i principi dell’organizzazione mondiale del commercio (WTO).

La visione del Vietnam sui macelli

Il Vietnam è un paese relativamente povero che non ha ancora sviluppato, al contrario di altri, la cultura del benessere animale. Una delle preoccupazioni più grandi riguarda il fatto che il Vietnam sta rapidamente diventando un centro di “smistamento” per il commercio di carne per Cina e altri mercati asiatici. Nel 2015, l’Australia ha esportato 311.523 bovini in Vietnam e questo numero è centuplicato in confronto ai 3.353 capi di bestiame venduti del 2012. Sempre più frequenti sono i capi di bestiame giovani che necessitano di una stagione di nutrimento prima di essere macellati. Da una ricerca condotta dall'Università del Queensland, in Cina e Vietnam i lavoratori del settore non sono fiduciosi in un miglioramento del trattamento degli animali, mentre in Malesia e in Tailandia le persone sono risultate essere più sensibili a questo problema.

L’eliminazione graduale del’export di animali vivi

L’esportazione di giovani bovini vivi in Vietnam sta causando una diminuzione di lavoro in Australia in quanto non è più necessario crescerli fino allo stadio adulto e abbatterli prima del trasporto. Le recenti rivelazioni dovrebbero essere un segnale per l’Australia che il momento di fermare l’esportazione di animali vivi è arrivato. L’abolizione permetterebbe ai venditori di stabilire migliori sistemi di controllo e commercio nell'esportazione della carne e di commercializzare un prodotto di alta qualità che porterebbe benefici sia ai commercianti australiani, sia a quelli vietnamiti. Alleggerendo la coscienza degli australiani.


ANNA COLUCCI

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