giovedì 13 luglio 2017

Il formaggio italiano ora è pronto alla sfida sui mercati mondiali

Importante risultato per la riconoscibilità territoriale dei prodotti agroalimentari: in Gazzetta l’etichettatura del latte. Il formaggio italiano, come il nostro latte, ora è tutelato fin dall'origine con un’etichetta che lo promuoverà sui mercati nazionali e mondiali come prodotto certo e sicuro per tutti i consumatori. Ciò grazie alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto di Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima
per il latte e i prodotti lattiero-caseari. Difendere i prodotti tipici dei nostri territori, come appunto in questo caso i nostri famosi formaggi e il nostro latte significa anche e soprattutto sostenere il lavoro quotidiano di persone impegnate a combattere lo spopolamento di aree di montagna che con questo provvedimento andiamo a tutelare. Il prossimo passo dovrà essere l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del grano impiegato nella pasta, come previsto nello schema di decreto che introduce l'indicazione obbligatoria dell'origine del grano impiegato nella pasta condiviso dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e già inviato alla Commissione Europea. Tecnicamente il provvedimento riguarda da vicino tutti i consumatori: prevede l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari e l'utilizzo in etichetta delle seguenti diciture: a) “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b) “Paese di condizionamento o di trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.  Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese.


Paolo Castiglia

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