venerdì 21 luglio 2017

Il reparto-utero: il silenzio per i prematuri

Al sant'Anna di Torino nasce la “terapia intensiva silenziosa”

Un reparto speciale dedicato ai piccoli pazienti prematuri che possono godere di un ambiente unico. Un reparto all'avanguardia nonché prima eccellenza italiana a ricevere la certificazione Nidcap (Newborn Individualized Developmental Care and Assessment Program) per aver adottato una forma di assistenza personalizzata al neonato prematuro. L’ospedale è il sant'Anna di Torino dove, annualmente, circa 120 neonati prematuri ricevono assistenza. In una realtà nazionale come la nostra, è confortevole poter contare su un’assistenza avanzata come questa. In Italia ogni anno nascono poco più di 500 mila bambini di cui circa il 7% prematuri. Un numero in aumento, anche se i nati diminuiscono (l’Istat e la SIN -società italiana di neonatologia - dichiarano che a
novembre 2014 a fronte di poco più di 509 mila nati, circa 35.600 sono pretermine, che a dicembre dello stesso anno sono arrivati a circa 40mila). Per questi bimbi ricevere un’assistenza adeguata significa poter continuare a vivere. La terapia intensiva silenziosa minimizza ogni rumore così da garantire un ambiente tranquillo e sicuro; non si odono né monitor né campanelli nonostante la loro presenza sia garantita 24 ore su 24. Il personale sanitario medico e non medico è altresì impegnato a vigilare sul silenzio del reparto. Quest’ultimo si trasforma così in un reparto-utero, un habitat sicuro che protegge i piccoli garantendo lo stesso “comfort” dell’utero materno. I prematuri, infatti, poggiano su materassini che consentono loro di acquisire la medesima posizione fetale assunta nel pancione. Il Prof. Claudio Fabris, responsabile del centro, spiega come sia scientificamente dimostrato che modificare l’ambiente di cura del prematuro migliora il suo sviluppo neurologico e motorio. Sopravvivere alla 23a settimana è possibile, non è utopia ma realtà. Per garantire uno sviluppo psicomotorio ottimale il neonato e, in particolar modo il suo cervello così piccolo, vanno protetti da stimoli sconosciuti e improvvisi.


LUISA RUSSO

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