venerdì 7 luglio 2017

Johan Cruijff, campione totale

Johan Cruijff, giocatore totale, campione senza eguali. Il numero 14 olandese ha lasciato la sua firma indelebile nel calcio mondiale. Se n’è andato all’età di 68 anni ma il suo ricordo va al fuoriclasse che è stato. Giocatore senza ruolo specifico, oggi si direbbe “falso nueve”. Lo trovavi in difesa a difendere o impostare la manovra, a centrocampo, in fase di rifinitura o realizzativa.  Memorabile fu quel primo minuto della finale dei mondiali del ’74 contro la Germania: l’Olanda batte il calcio d’inizio e conserva il possesso del pallone per circa un minuto con una serie di passaggi. Cruijff lo vedi in difesa, poi a centrocampo da dove parte palla al piede e con una straordinaria accelerazione si getta nell’area avversaria dove viene steso. Rigore, 1-0 per gli Orange ma la finale sarà vinta 1-2 dai tedeschi della Germania Ovest. Uomo intelligente, forte tecnicamente e tatticamente efficace, sapeva sempre cosa fare un attimo prima dei
suoi compagni e dei suoi avversari. Ambidestro, abile anche a colpire di testa, gran velocità e quell’esterno destro che tanto lo rendeva elegante nei suoi movimenti. Generoso, aveva sempre un consiglio da dare ai suoi compagni, come un vero allenatore in campo. Dote che si è portato dietro quando allenatore lo è diventato per davvero, prima all’Ajax, poi al Barcellona dove apportò una vera e propria rivoluzione. In otto stagioni è riuscito a vincere consecutivamente quattro volte il campionato spagnolo, una Coppa del Re, una Coppa delle Coppe fino alla conquista più prestigiosa della Coppa dei Campioni, vinta in finale 1-0 contro la mitica Sampdoria di Vialli e Mancini. È lui che ha iniziato a professare il gioco impostato sul possesso palla: “se la palla ce l’abbiamo noi, non ce l’ha l’avversario” sosteneva Cruijff. Filosofia portata avanti poi da Pep Guardiola con il suo tiki-taka. Semplicemente un campione Cruijff, che con l’Ajax ha vinto ben tre Coppe dei Campioni, come altrettante tre volte è stato Pallone d’oro. Solo con la sua Nazionale non è riuscito a vincere, anche se insieme ai suoi compagni hanno fatto vedere al mondo intero il miglior calcio di sempre. Secondo nel mondiale del ’74 vinto dalla Germania, ma non importa perché, come affermava Johan Cruijff, «Meglio perdere con le proprie idee che con quelle di un altro».

Paolo Natale


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