giovedì 6 luglio 2017

La voragine fra l’Islam e il Cristianesimo

Nei nostri giorni siamo costantemente alle prese con argomenti razzisti o supposti tali; l’incontro o scontro con altre culture oramai è alla portata di tutti, le piattaforme sociali sul web ti mettono davanti realtà che si suppone poi di poter conoscere. Ma la realtà è ben diversa, il fatto di leggere non ci dà l’idea di come le cose siano in realtà, perché le cose raccontate, a meno che non siano fatti di cronaca comprovati, sono solo il punto di vista di chi ce le racconta. Come si può essere al di sopra delle parti se già si fa parte di una delle due parti? Così ad animare il racconto di questo scorcio d’estate è stata la
polemica “burkini sì, burkini no”. Ma cos’è il burkini? Parliamo dell’uso di un costume, ovvero di una tuta aderente, ideata da una donna australiana che nel 2004 lo ha creato e inventato, che lascia scoperto solo il viso delle donne mussulmane e che lo sostituiscono al costume da bagno usato dalla donne del resto del mondo; da qui l’idioma burkini, burka più bikini. La polemica nasce dal divieto di un sindaco francese, David Lisnard sindaco di Cannes, di vietare sul territorio del suo comune l’uso di questo indumento; altri comuni si stanno omologando a questa scelta e anche la tedesca Merkel ha ribadito che l’uso del burka in generale ostacola L’INTEGRAZIONE.
Dire la propria sull’uso di questo costume mi sembra una cosa impropria a questo punto visto che alti politici nonché personalità importanti europee hanno trascorso le ultime ore a parlarne… il desiderio di parlarne nasce solo da una misera constatazione: che Islamismo e Cristianesimo per quanto Papa Paolo VI abbia detto che condividiamo la fede nello stesso Dio, non credo abbiano in realtà punti in comune. Ciò non deve però far nascere l’idea della superiorità dell’una sull’altra, in realtà il fatto di credere nel medesimo Dio dovrebbe avvicinare e non dividere; ma mentre i cristiani cattolici che ritengo non portino alta in realtà la bandiera del Cristianesimo, vivendo la religiosità in modo più europeo senza stare dietro ai veri dogmi cristiani, i mussulmani hanno fatto della loro religiosità la loro vita, perché ogni aspetto della loro vita è inficiato dalla fede. Questo non è sbagliato…anzi…
 E l’unico motivo per il quale il divieto al burkini sia una cattiva scelta è quello di enfatizzare le differenze fra le due religioni ossia fra le popolazioni. Ma le differenze sono uno status quo che separa e l’Islam che non conosce il peccato originale, ovvero non lo ammette, ritiene che l’umanità non ha bisogno di redenzione, ma per ottenere la salvezza l’uomo deve convertirsi semplicemente alla religione islamica. Da qui nasce il loro sentimento di prevaricazione su tutto.
Il tema dell’Islam e del Cristianesimo senza fare riferimenti agli attentati è un tema importante sebbene complicato e di non facile studio e comprensione. Oramai nella comune ideologia le parole della Fallaci sono diventate un porta bandiera nelle discussioni sull’Islam, ovvero che non tutti i musulmani sono terroristi ma tutti i terroristi sono musulmani… è un caso o una spiacevole coincidenza? L’uso del burkini davvero diventa oltraggioso per chi non è di fede islamica? E le donne islamiche che portano il burka sono davvero libere di scegliere? Domande tante domande… e piano piano affronteremo questi temi sul nostro giornale cercando sempre di stare al di sopra delle parti…
Intanto aspettiamo di vedere se l’uso o meno del burkini o del burka in Europa avrà delle conseguenze su altri piani...


BARBARA FILIPPONE

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