martedì 11 luglio 2017

L’arca di Noè dei semi per salvarci dalla perdita di biodiversità

Il cibo e le colture occupano la linea del fronte quando parliamo di cambiamenti climatici. “Non possono sfuggire”, scrive Cary Fowler, scienziato della biodiversità, ambientalista e ideatore di Svalbard Global Seed Vault (Norvegia), nel suo nuovo libro Seed on Ice (Prospecta Press, settembre 2016). Il libro di Fowler offre un interessantissimo tour nel suo caveau visionario, vicino al Polo Nord, dove sono conservati i semi di 870.000 varietà vegetali provenienti da ogni parte della Terra. Obiettivo: preservare la biodiversità agricola e salvaguardare la civiltà dall'estinzione
della nostra più importante risorsa naturale, il cibo. Svalbard Global Seed Vault è un deposito sotterraneo creato nel 2008, protetto da due camere stagne, poste alla fine di un tunnel scavato a 160 metri di profondità nei pressi della cittadina di Longyearbyen, uno degli insediamenti più a nord del mondo sull'isola di Spitsbergenin, nell'arcipelago artico delle Svalbard, a circa mille chilometri a nord della Norvegia. La struttura può ospitare fino a 4,5 milioni varietà ed è gestita insieme al governo di Oslo. I campioni giunti da quasi ogni Nazione del pianeta – lì si trovano l’uno accanto all'altro semi della Corea del Nord e della Corea del Sud, ma anche di molti Paesi africani, sudamericani e via discorrendo – sono custoditi a una temperatura di -18 gradi centigradi. Se anche la corrente dovesse di colpo mancare per qualsiasi ragione, il deposito manterrebbe la sua temperatura per i prossimi duecento anni. Secondo la Fao ben il 75% della diversità biologica presente nei terreni agricoli a livello mondiale sarebbe già andato perso. Un secolo fa l’India possedeva oltre 100.000 varietà di riso, mentre ora ne ha solo poche migliaia; in passato l’America disponeva di 5.000 varietà di mele, adesso solo poche centinaia. Molti ritengono che la portata reale delle perdite sia addirittura sottostimata. La biodiversità agricola rappresenta la migliore difesa contro possibili future catastrofi. In Seed on ice Fowler affronta, tra altre, le questioni del futuro climatico della Terra, che sarà caratterizzato da temperature estreme, siccità, inondazioni, e dell’aumento della popolazione, che richiederà un aumento di almeno il 50 per cento della produzione alimentare per tenere il passo. Nell'intervista pubblicata su Sierraclub.org l’autore spiega le ragioni che lo hanno spinto a scrivere questo libro: “In molto hanno parlato di Svalbard Vault, ma non sempre in modo accurato. Così ho pensato, accidenti, qualcuno deve pur raccontare bene tutta questa storia. E chi potrebbe essere l’unico che la conosce bene fin dal principio?”. Fowler affronta temi globali e delicati con semplicità, perfino con il sorriso, ma è sempre efficace nelle sue dichiarazioni: “L’estinzione dei semi e delle colture non è come perdere le nostre chiavi della macchina: è qualcosa di permanente, e potrebbe comportare conseguenze uniche che non vedremo mai più”. Lancia un allarme per le principali colture, ma anche per quelle minori: “Potrebbero svolgere un ruolo importante in termini di sicurezza alimentare a livello regionale. Ma ora – preoccupati dal ritmo con cui il clima sta cambiando – stiamo chiedendo agli agricoltori locali di adeguare i propri impianti alle nuove condizioni, e stiamo chiedendo loro di farlo con poca diversità. Darwin sarebbe perplesso!”.


MICHELE MAURI

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