martedì 4 luglio 2017

Miao Deshun, ultimo prigioniero di Tiananmen, verrà liberato

Miao Deshun, l’ultimo prigioniero di Tiananmen, verrà finalmente liberato, dopo 27 anni di prigionia. La notizia è stata data dal gruppo attivista per i diritti umani Dui Hua Foundation, e da un ex compagno di cella, ma ancora non è certa.  Miao Deshun è stato arrestato quando aveva 25 anni e con altri studenti, e non solo, aveva preso parte al sit-in di protesta in piazza Tiananmen, nel giugno del 1989. Quello che chiedevano era più democrazia e la libertà di parola, ma nella notte, tra il 3 e il 4 giugno, i carri armati insieme alle truppe entrarono nella piazza per reprimere la protesta: i morti furono circa un migliaio, e
oltre 1600 furono gli arresti. Tra questi Miao Deshun, accusato di aver causato un incendio e condannato per questo alla pena di morte, anche se la sua vera colpa è stata quella di aver lanciato un cestino contro un carro armato già in fiamme. La condanna a morte era diventata ergastolo e successivamente Miao Deshun ha avuto un ulteriore riduzione che lo farà uscire da prigione a giorni, all'età di 51 anni. Deshun è oggi malato di epatite B e schizofrenia, ha vissuto più della metà dei suoi anni in prigionia ma non si è mai piegato al volere di chi lo ha punito ingiustamente. Non ha mai accettato di riconoscere la colpa che gli attribuivano anche se ciò avrebbe comportato uno sconto di pena, né ha preso parte ai lavori con gli altri detenuti, lavori di riabilitazione, ma lui non aveva bisogno di essere riabilitato perché non c’era niente di perverso nelle idee per le quali ha lottato. Miao Deshun sarà l’ultimo di una numerosa serie di civili che hanno sacrificato in molti casi la loro vita in quella Primavera di Pechino di cui ancora oggi non si può parlare in Cina. Mentre nel resto del mondo le idee iniziavano ad essere accolte e le libertà concesse, mentre altrove la distensione iniziava a far toccare con mano i benefici di democrazie senza restrizioni, lì si reprimeva nel sangue una manifestazione pacifica, e solo oggi si decide di liberare un manifestante che ha avuto l’ardire di chiedere, come gli altri, la propria libertà.


Valentina Marasco

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