domenica 1 ottobre 2017

Arriva S.T.A.R. il chirurgo robot che lavora da solo

La chirurgia mini invasiva è sempre più orientata alla robotica

Nasce S.T.A.R. (Smart TissueAutonomous Robot) il primo robot chirurgo capace di operare anche su tessuti molli in completa autonomia. I creatori dell’algoritmo che guida la macchina a eseguire i gesti del chirurgo sono un gruppo di esperti statunitensi coordinati dal Children's National Medical Center di Washington. Una vera rivoluzione se si pensa che fino ad oggi i robot in chirurgia sono stati adoperati solo come supporto al chirurgo.  S.T.A.R. è formato da un braccio meccanico, su cui è possibile montare diversi strumenti chirurgici, e da una telecamera panottica a infrarossi che gli permette di visualizzare in alta definizione i tessuti molli dell'organismo. La rivista Science Translational Medicine descrive i grandi vantaggi che si possono ottenere con l’uso di S.T.A.R. rispetto alla
chirurgia classica come la drastica riduzione sia dei tempi di degenza che del rischio di contrarre infezione nonché il maggior controllo del dolore e del sanguinamento post operatorio. Con il robot si riesce ad avere una maggiore precisione non solo dei movimenti, ma anche della visione, producendo una semplificazione di tutte le attività correlate all'intervento e ottenendo così un miglior risultato estetico. Passando ai numeri, un intervento al colon con chirurgia tradizionale, ad esempio, comporta 8-10 giorni di degenza post operatoria mentre con l’introduzione dei robot chirurgici si va a casa 3 o 4 giorni dopo l’intervento senza particolari problemi.  S.T.A.R. è stato testato per la prima volta per un’anastomosi intestinale, intervento pienamente riuscito nel quale il robot è riuscito a connettere frammenti tissutali diversi. Tra gli studi pilota e i test eseguiti su S.T.A.R. è stato verificato che nel 60% dei casi, il robot sia stato in grado di eseguire gli interventi senza il minimo supporto  del team operatorio. L’uso dei robot nelle sale operatorie non è una novità, ma questa volta il team di ricercatori si pone come obiettivo la programmazione dell’intera procedura chirurgica, dall'inizio alla fine, in modo autonomo.


BEATRICE FERRETTI

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