lunedì 9 ottobre 2017

Roma invasa dagli alieni: sono 203 le specie alloctone...



...ma è la capitale europea delle specie alloctone. Secondo una recente indagine condotta dagli esperti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) – all'interno del progetto europeo Life Asap – sono ben 203 gli individui di fauna aliena avvistati nella Città Eterna. A questo numero – già altissimo – vanno sommate le specie di flora invasiva e alloctona.


I numeri

Roma e la sua provincia sono tra le zone più invase dalle specie aliene. Delle 1649 specie botaniche rilevate ben 243 sono alloctone, vale a dire il 14,4% del totale. Per quanto riguarda le specie animali, invece, non esiste un dato definito. Di certo, l’area urbana di Roma ospita 203 specie animali originarie di altri luoghi. Attualmente, nel nostro Paese sono 3mila le specie aliene e il 15% di queste sono considerate invasive. A livello europeo, la diffusione delle specie aliene è in costante crescita. Si stima che, in soli trent'anni, il numero delle specie alloctone sia cresciuto del 76%. In Italia il dato è ancora più allarmante: l’incremento è stato del 96%.

Quali sono le specie più diffuse

Sul territorio romano le specie aliene sono rappresentate in prevalenza da rettili e uccelli. In particolare, nel parco di Villa Pamphili dove sono state condotte le ricerche, sono stati avvistati numerosi individui di parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) e parrocchetto dal collare (Psittacula krameri). Lungo il canale del lago Belvedere, inoltre, sono stati avvistati diversi individui di tartarughe acquatiche e di persico sole (Lepomis gibbosus) e di carpa erbivora (Ctenopharyngodon idella).

I danni dell’uomo e i costi

Il fatto che tra le specie aliene ci siano animali esotici d’affezione fa ben intendere che dietro la diffusione in libertà ci sia la mano dell’uomo. Un comportamento irresponsabile non senza conseguenze: in tutta l’Unione Europea si stima che i danni sociali ed economici di questo fenomeno superino i 12 miliardi di euro all'anno.
                                                                                         MARTA FRIGERIO

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