lunedì 9 ottobre 2017

Viviamo nell’era dei giganti: balene mai così grandi ​

La balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), con i suoi 33 metri di lunghezza e 200 tonnellate di peso, è il più grande animale mai vissuto sulla terra. Eppure, i giganti dei mari hanno raggiunto queste ragguardevoli dimensioni solamente di recente.
«Si è soliti pensare che l’epoca dei giganti fosse il passato – ha detto Nick Pyenson dello Smithsonian’s National Museum of Natural History di Washington -. In realtà, è proprio il nostro periodo storico quello caratterizzato da animali di dimensioni giganti. Certo, alcuni dinosauri, per quanto ne sappiamo, erano anche più lunghi, ma nessuno ha mai raggiunto la massa della balenottera azzurra».

Perché le balene sono diventate tanto grandi nel giro di poco

Secondo gli scienziati, la balenottera azzurra avrebbe raggiunto le dimensioni attuali solo 3 milioni di anni fa. Un lasso di tempo breve, se si considera che le balene abitano il Pianeta da 50 milioni di anni. Ma perché questi animali sono cresciuti tanto? Secondo gli studiosi, che hanno esaminato le ossa di queste cetacei sparse nei musei di storia naturale, l’aumento di dimensioni delle balene è da ricercarsi nella concentrazione di cibo. Gli eventi climatici hanno trasformato i mari, rendendoli estremamente ricchi. «Non si tratta solo di abbondanza di cibo – ha aggiunto il ricercatore -. Quanto piuttosto di concentrazione. Le balene avevano a disposizione tanto cibo in aree limitate».

Giganti vulnerabili

Anche gli animali più grandi del Pianeta non sono al sicuro. Secondo i ricercatori, la caccia e il cambiamento climatico sono tra i principali fattori che minacciano questi giganti. «Non sappiamo quanto questa riserva di cibo potrà durare, tutto dipende dalle temperature future degli oceani – ha concluso Pyenson -. Certe specie, come la balena grigia (Eschrichtius robustus) hanno dimostrato maggiori capacità di adattamento ai cambiamenti. La balenottera azzurra, invece, non ha queste doti di adattamento che caratterizzano altri cetacei. Il futuro è incerto».


                                                                                                   MARTA FRIGERIO

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