mercoledì 17 gennaio 2018

Disinformazione e vaccini. Quanto il web distorce le notizie?

ISTAT: l’80% dei genitori utilizza internet per cercare informazioni sulla salute

Sempre più pazienti rifiutano di vaccinarsi dopo aver visitato siti contenenti informazioni distorte sulla salute del tipo: “I vaccini predispongono all'insorgenza dell’autismo”; “Le malattie infettive aumentano nei bambini poiché indeboliti dai vaccini”; “Nei bambini che hanno un sistema immunitario immaturo la somministrazione contemporanea di troppi vaccini può generare un indebolimento o una ‘super’ stimolazione del sistema immunitario”.  Queste sono alcune delle principali dichiarazioni che si trovano sul web ma che gli studi scientifici hanno sempre smentito. L'associazione tra autismo e vaccini è tra i più comuni falsi miti che girano sul web. È stato ripetutamente dimostrato che l’autismo è una malattia multifattoriale che insorge già durante la vita intrauterina e quindi i vaccini non c’entrano proprio nulla con l’autismo. Nei bambini vaccinati l’incidenza e la gravità delle malattie
infettive prevenibili è ridotta perché protetti dal vaccino. Gli studi dimostrano che non si è mai verificato un aumento di incidenza di malattie infettive tra i bambini che hanno ricevuto i vaccini. A supporto delle somministrazioni combinate, inoltre, sappiamo che il sistema immunitario di un bambino anche molto piccolo (addirittura quello di un prematuro) è prontissimo a “gestire” il confronto con un numero di molecole di gran lunga superiore a quelle contenute nei vaccini in commercio. Quindi i vaccini potenziano il sistema immunitario. I vaccini, come tutti i farmaci, prima di essere messi in commercio e quindi utilizzati su larga scala, superano rigorosi test di sicurezza, tollerabilità ed efficacia. La sicurezza, in particolare, viene continuamente controllata anche dopo l’immissione in commercio, con studi di farmacovigilanza post-marketing che confermano un rapporto beneficio/rischio favorevole per la popolazione. Le vaccinazioni rappresentano oltre che una protezione necessaria del singolo, anche un atto di solidarietà e di senso civico che contribuisce a migliorare il livello di salute dell’intera comunità. Raggiungere un’elevata copertura vaccinale infatti permette di limitare la circolazione dei microrganismi, con una ricaduta diretta in termini di protezione nei confronti di bambini troppo piccoli per essere vaccinati o di quelli che hanno reali controindicazioni alle vaccinazioni.


D.SSA ELISABETTA PANDOLFI

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