martedì 16 gennaio 2018

Le nuove tecnologie a supporto dei disturbi del neurosviluppo

Nascono NAO e MILO i robot che aiutano i bambini con sindrome dello spettro autistico.

L’autismo non è una malattia, ma troppo spesso i luoghi comuni rendono la realtà distorta. Noto come ASD (Autism spectrum disorder), l’autismo è un disturbo del neurosviluppo che si manifesta con l’isolamento sociale. È un disturbo dalle cause ancora ignote che non conosce cura e coinvolge la persona in ogni sua dimensione. La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ha stilato le Linee Guida per l’Autismo proponendo diversi approcci terapeutici, dai trattamenti più semplici, agendo
sulla comunicazione, a quelli più complessi che coinvolgono il bambino nella sua totalità. Le nuove tecnologie rappresentano un valido strumento terapeutico per favorire l’apprendimento del bambino. Da questi presupposti nascono NAO e MILO due robot in grado di simulare emozioni in maniera differente. Risalendo alla dimensione cognitiva del bambino il robot diventa così un vero e proprio compagno di giochi. MILO ha un’interfaccia visiva costituita da un display che cattura l’espressione del viso e catalizza l’attenzione del bambino facendogli in questo modo sapere cosa pensa di lui senza che debba immaginarselo da solo. NAO, invece, si concentra maggiormente sul corpo simulando emozioni attraverso il colore degli occhi, ognuno dei quali rappresenta uno stato d’animo diverso (verde quando è felice, rosso quando è arrabbiato, blu quando è rilassato). NAO, inoltre, è in grado di associare il linguaggio verbale alla gestualità e alla postura del corpo del bambino. La diversità fra i due robot fa sì che di fronte ad un bambino autistico, il terapista e la famiglia possano scegliere quale tecnologia utilizzare in base ai deficit riscontrati. I bambini con ASD hanno una predilezione per gli strumenti informatici per cui sfruttare queste nuove tecnologie è un’opportunità per avere una reazione migliore e far sì che il soggetto si inserisca più velocemente nella società.


STEPHANIE LAPADULA

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